Lazio, a cosa serve esonerare Pioli?

Pubblicato il autore: David Di Castro Segui

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La Lazio ha detto addio a Stefano Pioli. Lo ha fatto al termine di un derby perso malissimo, giocato in una situazione ambientale a dir poco paradossale. Lotito e Tare hanno deciso di mettere alla porta l’allenatore a sette giornate dal termine, sostituendolo con Simone Inzaghi, già tecnico della Primavera biancoceleste. A cosa è servito tutto questo ora? Quali altri danni poteva mai fare Pioli in sette giornate di campionato in cui la Lazio può solo sperare in un collasso delle formazioni che la precedono in classifica? E soprattutto, responsabilizzare Simone Inzaghi in questo modo, rischiando di “bruciarlo” ha senso? Sono molte le domande che scaturiscono dalla decisione del patron laziale di cacciare il suo tecnico. Domande che quasi certamente non troveranno una risposta, così come d’altronde tutte quelle che in molti continuano a farsi dall’estate scorsa, quando a Leverkusen, la Lazio disse addio ai sogni di Champions.

Esonerare Pioli poteva avere un senso a novembre, a dicembre, persino a gennaio. Ma ora a cosa serve? Il duo Lotito-Tare ha dimostrato, ancora una volta, una mancanza totale di tempismo. Per Pioli sarebbe stato semplice dimettersi un mese fa, ma non lo ha fatto per senso di responsabilità e grande disciplina morale. Questo esonero non lede alla sua immagine. Sì, indubbiamente qualche errore (grave) lo ha fatto anche lui, ma in campo vanno i giocatori e questi li sceglie la società. Ecco, forse lo sbaglio più grande dell’ex tecnico laziale è stato proprio quello di avallare le scelte di Tare in fatto di acquisti. L’assenza di De Vrij doveva essere colmata con un acquisto di pari livello e non con un… Bisevac qualsiasi; confermare Klose a 37 anni e non acquistare un centravanti vero ha rappresentato alla luce dei fatti (ma non era difficile immaginarlo) un gravissimo errore.

Ma detto ciò, Stefano Pioli ha dimostrato di essere una persona seria e capace, onesta e forte moralmente. Se poi Candreva non fa il Candreva, se Anderson sembra il fratello dello splendido talento dello scorso anno, se Basta è la fotocopia in negativo di sé stesso, Lulic non incide e via dicendo, beh, cosa poteva farci Pioli?

L’ultima considerazione è ancora una volta dedicata alla società biancoceleste. Solitamente, quando si esonera un allenatore dall’incarico, lo si ringrazia per il lavoro svolto: a Pioli non è stata riservata nemmeno questa cortesia…

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