Lazio, Delio Rossi: “Lotito investa o venda il club”

Pubblicato il autore: Gennaro Esposito Segui

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La gestione di Lotito da quando è Presidente della Lazio ha lasciato, e lascia tuttora, molto a desiderare. Tifoserie di quasi tutta Italia si schierano puntualmente contro Lotito con cori e striscioni di protesta, e i tifosi laziali in primis lo accusano da tempo per la sua cattiva gestione e per le sue campagne acquisti votate al risparmio.
Un nuovo attacco è arrivato da un ex allenatore della Lazio, Delio Rossi, intervenuto ai microfoni di Radiosei: “Attualmente ci sono due opzioni per uscire da questo momento: o Lotito fa una grande squadra o vende la società“. Una dura presa di posizione di uno degli uomini più ben visti dalla tifoseria laziale e che ha lasciato un buon ricordo in tutto l’ambiente.
Il tecnico, attualmente disoccupato, ha poi continuato: “La sensazione, vedendo le partite della Lazio, è che mentre lo scorso anno la squadra giocava con unione, voglia e fede, quest’anno si è alterato qualche rapporto all’interno. Quello che prima era un punto forte, ora è diventato un punto debole. Cambiare allenatore è sempre sintomo di una sconfitta, vuol dire aver fatto delle scelte che si sono rivelate poi sbagliate. Vedendo come giocava la squadra con Pioli, il motivo della crisi andava ricercato in qualcosa che non riguardasse l’aspetto tecnico-tattico. Spesso all’interno dello spogliatoio ci sono delle dinamiche che all’esterno non vengono individuate. Io che conosco l’ambiente Lazio posso dire che si esce da questa situazione solo in due modi: o si crea una squadra importante che giochi un buon calcio e che faccia riavvicinare l’ambiente, o si vende la società ad altri acquirenti. La squadra si costruisce con un asse centrale solido, un ottimo portiere, un solido centrale difensivo, un metodista e una grande punta: ripartire vuol dire migliorare in questi ruoli”.

Felipe Anderson è una delle incognite di questa stagione: il brasiliano ha alternato grandi prestazioni ad altre meno entusiasmanti. “Ha grandi qualità, ma il suo problema è che non è costante. Bisogna capire il motivo che lo rende così discontinuo. Con un’offerta importante potrei anche farne a meno, ma lui e Keita sono calciatori che hanno qualcosa di diverso da tutti gli altri“.

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