Milan con il 4-3-1-2, è il modulo di Brocchi…o di Berlusconi?

Pubblicato il autore: antoniopilato Segui
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Il nuovo Milan di Cristian Brocchi è pronto per la sfida di Marassi contro la Sampdoria. Dopo una settimana di lavoro a Milanello il neo tecnico si è fatto un’idea circa gli uomini a cui affidarsi, con qualche piccola novità rispetto al suo predecessore Sinisa Mihajlovic.

Il modulo sarà presumibilmente il 4-3-1-2 o in alternativa il 4-3-3. La prima ipotesi sembra quella più probabile, in quanto il 4-3-1-2 piace molto anche al presidente Silvio Berlusconi. Certo le scelte devono essere fatte in piena libertà da parte dell’allenatore, ma non è la prima volta che il patron rossonero prova ad “intromettersi” in queste faccende.
Già qualche settimana fa aveva avuto da ridire sull’operato di Mihajlovic, ma balza alla mente anche il periodo in cui Berlusconi chiedeva espressamente a Carlo Ancelotti di giocare con il doppio trequartista (Kakà e Seedorf). Un suggerimento che ebbe i suoi frutti visti i successi di quelle annate, ma in questo caso è meglio lasciar lavorare tranquillamente Brocchi.
L’ex mister della Primavera ha voluto dire la sua a proposito di questo sistema di gioco, a lui molto caro: “In rosa ci sono giocatori che possono fare questo sistema di gioco. Se Mihajlovic ha abbandonato questa strada, avrà avuto i suoi buoni motivi. Il mio compito non è semplice, cambiare è difficile”.
Dunque contro i blucerchiati ancora a caccia degli ultimi punti salvezza dovrebbe essere Bonaventura il prescelto per agire dietro alle due punte Bacca e Balotelli.
Tornando a Belusconi, questa è la motivazione che lo ha spinto a questo avvicendamento in panchina: “Io rivendico con orgoglio tutte le mie scelte dalla prima all’ultima, e cioè quella di correggere, con il cambio dell’allenatore, un trend di gioco non all’altezza della storia dell’A.C. Milan perché, diciamolo chiaro, al di là dei risultati, non abbiamo mai visto il Milan giocare così male”.
Insomma per ora Brocchi gode di estrema fiducia da parte del presidente (che già lo voleva da tempo), ma qualche volta dovrà fermarsi ad “ascoltare” il suo parare in tema di formazione e di moduli.

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