Prossimo allenatore del Milan: Brocchi, Lippi, Di Francesco, ma chi ve lo fa fare?

Pubblicato il autore: Edoardo Peretti Segui

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Chi sarà il prossimo allenatore del Milan? Il club sta vivendo uno dei periodi più bui della sua storia; forse, dopo la doppia retrocessione in B, il peggiore, perché non appare come uno di quei momenti di crisi che – ciclicamente – colpiscono tutte le grandi squadre, ma più come un periodo che sembra aver cambiato lo status della gloriosa compagine milanese, retrocedendola, come sotto le scure di un‘agenzia di rating, dal ristretto gruppo dei grandi club a quello delle squadre normali e medie. Tutti sembrano essersi resi conto della necessità di fare i conti con le vacche magre: dai tifosi che si son messi l’animo in pace, ai commentatori, agli allenatori che fanno quello che possono. tutti tranne la società che, a partire dal patron Berlusconi, pare ancora convinta di avere la grande squadra che ha dominato in Italia e in Europa negli ultimi trent’anni. Inutile chiedersi se, da questo punto di vista, la società “c’è” o “ci fa”. In ogni modo, ieri Berlusconi e Galliani si sono incontrati, dopo i funerali di Cesare Maldini, con Arrigo Sacchi per un pranzo che ufficialmente era una semplice rimpatriata tra amici, ma in cui si è probabilmente discusso su chi sarà il prossimo allenatore dei rossoneri.

La parentesi di Sinisa Mihajlovic pare infatti essere giunta al termine, con l’allenatore serbo pronto ad entrare nel club delle vittime sacrificali dove troverebbe Allegri, Seedorf e Inzaghi, ai quali Pennac potrebbe tranquillamente dedicare un nuovo libro sostituendo il personaggio di Malaussène “professione capro espiatorio” con loro quattro; solo la vittoria della Coppa Italia potrebbe cambiare questo destino già scritto, ma i rapporti tra l’allenatore e il presidente Berlusconi sono così tesi che anche l’eventuale successo potrebbe non essere sufficiente. Inutili le rimostranze di chi dice che la squadra è da quinto/sesto posto, con pochi giocatori di reale livello europeo (Bacca su tutti, seguito da Bonaventura e, però per il futuro, Romagnoli e Donnarumma) e che l’allenatore sta facendo un lavoro (con certamente qualche errore: come l’aver accantonato troppo presto la coppia Bacca-Luiz Adriano) più che discreto, e soprattutto che è fondamentale, se si vuole tornare grandi, continuare a lavorare su un progetto di cui si stanno costruendo ora le basi, a costo di accettare una normalizzazione che va affrontata accantonando l’abitudine alla grandeur se non si vuole che diventi effettiva e perenne.

I tre nomi più papabili sono Christian Brocchi, sponsorizzato dallo stesso Berlusconi, Marcello Lippi e Eusebio Di Francesco. Visto il contesto, sarebbe inevitabile chiedere ai tre chi glielo farebbe fare. Brocchi, ora allenatore della primavera, sarebbe la scelta autarchica, e rischierebbe seriamente di venire bruciato come è capitato a Clarence Seedorf e soprattutto a Pippo Inzaghi, il quale è uscito dall’esperienza d’allenatore del Milan come improvvisamente invecchiato di vent’anni e con più capelli bianchi di Obama dopo due mandati da presidente degli Stati Uniti d’America. Dal canto suo Marcello Lippi, l’opzione di Galliani, sarebbe la scelta d’esperienza e dal curriculum sicuro. Non si vede però il motivo per cui il grande allenatore debba abbandonare il pre-pensionamento per affrontare una situazione calda e probabilmente avara di soddisfazioni immediate. Può essere un buon allenatore di transizione, non uno con cui costruire un nuovo ciclo. Il mister campione del mondo ha, inoltre, già dimostrato di non gestire alla perfezione i momenti di difficoltà e di non essere particolarmente diplomatico, come dimostra la sue precedente esperienza meneghina, nella sponda nerazzurra; è comunque divertente immaginare quali potrebbero essere i botta e risposta tra lui e il presidente e i loro rispettivi ego. Eusebio Di Francesco è forse l’ipotesi migliore: sta facendo un ottimo lavoro con il Sassuolo, portando la provinciale a lottare per l’Europa con un gioco brillante e spettacolare. Per lui sarebbe, sulla carta, una meritata promozione; sulla carta perché sono legittimi i dubbi sul fatto che il Milan di oggi sia effettivemente più forte del Sassuolo, come la classifica dimostra. A chiunque dei tre sarà il prossimo allenatore del Milan non resta che fare un augurio: buona fortuna!

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