Rizzoli, voce agli arbitri

Pubblicato il autore: Giovanna Samanda Ricchiuti Segui

Rizzoli
Gli arbitri, si sa, vengono sempre presi di mira sia durante che nel post partita: falli non visti, rigori non dati, rigori assegnati che invece non c’erano. Proprio per questo motivo si sta pensando di dar modo di far parlare chi è direttamente coinvolto in queste polemiche.
Il fischietto numero 1 d’Italia Nicola Rizzoli, che ha arbitrato il match di ieri, domenica 24 aprile 2016, Sampdoria-Lazio, è intervenuto come ospite alla trasmissione radiofonica “Radio anch’io lo sport”, su Radio 1 Rai, per parlare di moviola, tecnologia e di quanto successo nel match della 35esima giornata. E la prima novità è proprio quella di far parlare gli arbitri nei post partita, così da poter sentire anche la loro versione dei fatti: “È nelle mire del nostro presidente e forse l’anno prossimo ci sarà una prima prova, magari solo per qualche partita, per cercare di avviare un dialogo post partita. Vediamo se ci sarà predisposizione ad ascoltarci, se questo avverrà con intelligenza magari si potrà davvero dare una svolta, anche se parlare dopo alcune partite delicate e dove la risonanza del tifo e mediatica è più forte diventa difficile”.

E non manca una parola sullo scontro verbale avuto con Bonucci durante Torino-Juventus: “Credo se ne sia parlato troppo. E’ vero che l’arbitro non deve farsi avvicinare dai giocatori, ma non si possono costruire dei castelli in base a due fotografie. Se uno guarda i video credo che si renda conto che non c’è niente, nessun contatto. Non vorrei se ne parlasse più di quanto ci fosse bisogno, sarebbe molto più semplice guardare un video anziché utilizzare una foto”. E chiarisce anche la questione riguardante Keita (Sampdoria-Lazio): “E’ venuto a chiedermi spiegazioni, in uno stadio non si sente sempre bene. Bonucci è stato ammonito, lui mi ha chiesto una cosa in maniera civile, anche se è vero che bisogna mantenere la distanza e il rispetto dei ruoli”.

Rizzoli è favorevole alla tecnologia a costo che non vada ad osteggiare la fluidità del gioco: “Un arbitro si trova a competere con 20-30 telecamere, è una competizione impari e non possiamo non essere screditati in alcune decisioni, quindi è giusto fare qualche passo verso questa direzione. Se questa moviola sarà utilizzata in maniera intelligente e se non verrà snaturato il gioco sarà utile, ma se ci deve essere un minuto o più di sospensione per vedere le immagini il calcio verrebbe snaturato. Bisognerà utilizzare la tecnologia con intelligenza, in casi particolari e critici, dove in pochi secondi le immagini possono chiarire tutto. E’ un fatto molto positivo che la Federcalcio si sia proposta per sperimentare il sistema VAR (Video Assistant Referees), il nostro campionato sarà molto probatorio in questo senso viste le tante pressioni che ci sono in Italia”. Sulla goal-line technologyy dice: “”E’ un sistema che permette attraverso le telecamere di verificare se la palla entra completamente, nel giro di un secondo hai risposte oggettive, arriva il responso. L’episodio di ieri ne è un esempio, anche se devo dire che l’addizionale mi aveva immediatamente comunicato che la palla era entrata. Però i giocatori, con la sentenza della tecnologia, smettono di protestare, ieri è andata così, l’orologio scrive gol e vibra per una decina di secondi”. 

  •   
  •  
  •  
  •