Roma-Napoli: quella bugiarda invasione dell’Olimpico (VIDEO)

Pubblicato il autore: Simone Meloni Segui

romanapoli
35.000 spettatori (da cui vanno sottratti i circa 5.000 abbonati che non entrano) per una sfida che vale il secondo posto tra due città divise da 180km. Stadio silente. Settore ospiti vuoto e parte del Distinto Nord tenuta chiusa. Secondo tempo con i soli El Shaarawy e Totti a rappresentare l’Italia.

Questi sono i maggiori ingredienti di un Roma-Napoli duro e teso sul terreno di gioco, risolto dal gol di Nainggolan, noioso e triste sugli spalti. Nonostante in settimana media e istituzioni parlassero di circa 5.000 tifosi partenopei pronti a invadere la Capitale (la trasferta era vietata a tutti i residenti in Campania, ma aperta ai possessori di tessera del tifoso residenti fuori regione) nel settore ospiti dell’Olimpico erano un centinaio i supporter azzurri, più qualche altro sparso per tutto lo stadio.

Nel video realizzato all’interno dello stadio, durante la partita, è facilmente intuibile la mestizia di un ambiente ormai ucciso da continui divieti e limitazioni che hanno reso monco un vero e proprio spettacolo di pubblico e colori come era la sfida tra Roma e Napoli, tradizionalmente calda e caratterizzata da una forte rivalità.

Se i gravi fatti di due anni, con gli incidenti che portarono alla morte del napoletano Ciro Esposito ai margini della finale di Coppa Italia tra i campani e la Fiorentina, hanno contribuito ad aumentare l’acredine tra le opposte fazioni, appare comunque incredibile come uno Stato che si inserisce tra i più sviluppati del Vecchio Continente conosca soltanto divieti e repressione come antidoti a eventuali problemi di ordine pubblico.

Di fatto, il folle modus operandi delle istituzioni, ha portato allo svuotamento degli stadi, con l’Olimpico, da quest’anno oggetto della discutibile gestione Gabrielli-D’Angelo, massimo esempio di quest’opera di desertificazione.

Nel frattempo su fronte mediatico si continua, spesso e volentieri, a stravolgere la realtà, rendendosi untori di un terrorismo psicologico inutile e gratuito, oltre che foriero di regresso sociale e culturale che si palesa chiaro con l’abitudine, quasi innata ormai, all’assenza del pubblico o, peggio ancora, al suo silenzio.

Ciò che rimane di quelle sfide infuocate e passionali è il sole, che almeno oggi ha baciato il manto verde dell’Olimpico. In memoria del calcio e del tifo che fu.

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