Roma Napoli, Spalletti: “Nessuna rivalità con Totti. Ho apprezzato moltissimo il suo messaggio”

Pubblicato il autore: Emanuele Angelini Segui

Roma Napoli, Spalletti: "Nessuna rivalità con Totti. Ho apprezzato moltissimo il suo messaggio"
ROMA NAPOLI, CONFERENZA STAMPA PREPARTITA DI LUCIANO SPALLETTI Alla vigilia di Roma Napoli l’allenatore dei giallorossi Luciano Spalletti ha tenuto la classifica conferenza stampa prepartita.

Queste le sue dichiarazioni:

“Ho parlato adesso col dottore riguardo le condizioni di Rüdiger che ha avuto un risentimento muscolare. Sembrerebbe tutto a posto, è probabile che oggi si alleni col gruppo, sono rientrati i timori. Vainqueur anche sta bene, sul finale di allenamento di ieri aveva avuto un dolore per una contusione alla coscia ma ha voluto terminare la sessione. Quindi, prima dell’allenamento di oggi, sono tutti a disposizione”.

Il Napoli usa sempre gli stessi undici giocatori. Secondo del è punto di forza o un limite?
“Difficile fare una valutazione, fuori dagli undici hanno anche altri calciatori forti. Secondo me bisogna guardare l’evidenza: se hanno fatto questo campionato, questi numeri e questo gioco ha ragione Sarri. Questa stagione vanno portati in evidenza come esempio di calcio giocato, come numeri, atteggiamento e continuità. Dopo la Juventus sono stati i più forti ed è giusto che siano in questa posizione”.

Il Napoli è sicuramente è sicuramente una squadra che gioca a viso aperto: questo può influire sulla formazione della Roma?
“La formazione a volte l’ho cambiata, ma no, cercheremo di mettere in campo la squadra che ci dà garanzie maggiori. Il Napoli è fortie, gioca a viso aperto ma è equilibrato in tutte le fasi di gioco. Riescono a ricompattarsi bene sulla fase difensiva lasciando tre giocatori dietro la tua linea. Bisognerà essere bravi, ma anche compatti e continui come loro, è il loro punto di forza”.

Domani potrebbe essere la penultima partita di Francesco Totti all’Olimpico?
“You have to do this question to Pallotta, you speak english better than me. Sono stato troppo disponibile con in merito a questo argomento e ci sono entrato troppe volte. Ora non voglio essere scortese ma ci interessa la partita. Tutti siamo in discussione in vista dell’obiettivo che abbiamo davanti e che vogliamo raggiungere. Andiamo dritti per questa strada strada”.

Sei l’allenatore della Roma, non ti senti di dire la tua su Totti da un punto di vista tecnico?
“Premetto che sono costretto a subire una rivalità che non esiste solo per aver messo in pratica dei principi che sono obbligatori per il mio ruolo. Sono fatto così. Questo è un discorso che va affrontato a fine campionato. Come detto più volte, io sono felice se Totti farà la cosa che ama fare e sarò al suo fianco nella sua ricerca del ruolo da assumere il prossimo anno. La questione riguarda il presidente e Francesco, mi sembra di essere monotono a dire sempre le stesse cose. Io, come tutti qui, dipendo dal risultato. Abbiamo davanti a noi la possibilità di raggiungere un risultato importante in queste ultime partite e dobbiamo avere le attenzioni rivolte a questo obiettivo”.

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La Roma con Higuain dove sarebbe?
“Torno a usare i principi che ho dentro di me e che devo usare nel mio ruolo: io parlo dei miei calciatori, che mi hanno dato una possibilità grandissima a cui nessuno avrebbe creduto a gennaio. Ovvero quella di andare a giocare Roma Napoli come una partita decisiva per la qualificazione alla Champions, un obiettivo fondamentale per società e tifosi. Questa squadra ci ha creduto da subito, appena sono arrivato e per questo devo darli merito. La loro bravura non è stata sottolineata abbastanza. Quando sono arrivato nessuno avrebbe creduto di giocarsi questa partita ad armi pari, per questo obiettivo che sarebbe difficile anche vincendo domani. I ragazzi hanno fatto risultati straordinari e non lo abbiamo sottolineato. Hanno pedalato subito forte, si sono messi subito a disposizione. Se non avessi creduto nella forza di questa squadra non sarei tornato alla Roma. Loro poi me lo hanno fatto vedere, volta dopo volta, di essere forti, e in questa analisi c’è anche Dzeko, è un grande calciatore, è da Roma. Forse non l’ho sostenuto abbastanza ma un campione così non credo ne abbia bisogno. In allenamento ha fatto il suo dovere, forse facendolo giocare di più avrebbe fatto numeri diversi. Higuain è straordinario ma io sono contento dell’apporto di Dzeko”.

Dopo l’ultima partita ha dichiarato che la squadra non ha molto carattere. Un esempio in tal senso potrebbe essere rappresentato dal fatto che nessun giocatore ha fermato Manolas dal battere una punizione… Come si risolve?
“Manolas è uno che sa battere le punizioni, ma ci può essere nella rosa chi le batte meglio. Il carattere dipende anche da che formazione usi. Per esempio se avessero giocato De Rossi o Strootman, questi magari hanno più personalità di altri. Non ho posto proprio così la risposta, diciamo che ho preferito più la qualità della squadra. Ho spinto sull’autostima e sulla testa perché i giocatori dovevano ritrovare le loro qualità tecniche, lì vedevo lo sbocco e la soluzione per questa squadra. Ho scelto questa strada, poi si è visto che quando deve venire fuori la furbata, l’episodio, la bravura nella singola situazione, spesso non si riesce a portare a casa tanto. Il risultato è dipeso dalla qualità della squadra o del singolo, per cui fino alla fine insisto in questa direzione. La mia squadra ha carattere, anche se l’altra qualità è più leggibile e può darci anche di più”.

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La squadra sembra leggermente meno brillante di un mese fa, è d’accordo?
“Rispetto al periodo in cui abbiamo fatto parecchi risultati, abbiamo espresso qualcosa di meno. Però è dipeso sempre dalle giocate, a livello di squadra. Per quanto riguarda la corsa non ho visto cali, abbiamo la possibilità di seguire con i satellitari i chilometri percorsi dai calciatori e la velocità. E da questi dati si vede che la squadra ha avuto sempre lo stesso rendimento, presente nella corsa e nei numeri che supportano la condizione fisica. A volte magari abbiamo corso meno bene e questo ha fatto sì che qualcuno notasse questo aspetto”.

La Roma ha il miglior attacco del campionato ma ha subito troppi gol: in tutto il campionato ha tenuto la porta inviolata solo in 6 occasioni. Secondo lei è un problema individuale?
“Dipende sempre dalle scelte che si fanno, come esterni bassi abbiamo giocatori offensivi che attaccano e rendono la squadra offensiva. Inoltre, non ho mai usato mediani di contenimento ma centrocampisti che accompagnano sempre la manovra. Dipende molto dalle scelte in generale della squadra ma nonostante ciò si può fare meglio”.

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Ieri Totti ha svolto l’allenamento individualmente con lei. Ha visto un entusiasmo diverso in lui, tale da schierarlo titolare domani?
“Ho apprezzato moltissimo il messaggio che ha pubblicato Francesco, un messaggio da vero capitano e questo è importante. Ieri ha svolto allenamento da solo perché, come è capitato in altre situazioni, posso avere un contatto diretto con dei calciatori in momenti che riguardano esclusivamente la famiglia. Lui aveva questo evento ed è venuto prima per l’allenamento, come successo già con un altro calciatore. Ha svolto tutto l’allenamento con disponibilità ed è importante. Francesco è una risorsa per noi, vogliamo che sia così. Per quanto riguarda la formazione, in questo caso la dico domani perché questa è una gara troppo importante”.

Quando si parla della rivalità tra lei e Totti, la piazza sembra essere dalla parte del Capitano. Le dà fastidio?
“Ci mancherebbe altro… Con i numeri di Totti è giusto che sia così, è giusto rendere merito a questo campione. A volte potrò essere sembrato rigido, brusco e duro ma ho sempre cercato di rispettare i principi del mio ruolo. Chi è affezionato a una causa può perdere di vista la gestione di una squadra. Io ho bisogno di tutti, di averli tutti in un gruppo solo, compreso Francesco. Nell’ultima e nella penultima gara la sua qualità ci ha dato una grande mano. Ma il mio compito è quello di far crescere autostima anche negli altri, farli sentire importanti ai fini del conseguimento del risultato. Si parla tanto di Ranieri: Il Leicester è una squadra, sennò non avrebbe fatto i risultati che sta facendo. La Juventus, anche se ci dà fastidio, vince perché è una squadra forte con delle importanti individualità. Io cerco di guardare quelli più bravi e far sentire la squadra forte. Non ho rivalità con nessuno, non sono qui per questo ma per una questione di risultati. Se lei (rivolto alla giornalista che gli ha fatto la domanda, ndr) mi aiuta a fare risultati la tiro dentro questo gruppo. Ne parlo con Sabatini e Baldissoni”.

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