L’editoriale di Ugo Russo – Le 36 pipite d’oro

Pubblicato il autore: Ugo Russo Segui

higuain
No, non c’é un refuso nel titolo, non alludiamo al Klondike e alla corsa all’oro a cavallo del 1900 perché in quel caso avremmo dovuto scrivere: pepite. Il riferimento pipite vuole essere un omaggio a Gonzalo Higuain e alle sue 36 perle con cui ha scalzato Nordahl da recordman assoluto di reti segnate in serie A in una singola stagione.
E’ durato 66 anni il primato di Gunnar Nordahl: giocava nel Milan (poi passò alla Roma, come compagini italiane in cui ha militato) ed era il campionato 1949/50. Anche qui era a 20 squadre (anni dopo Angelillo segnerà nell’Inter 33 reti, ma era un torneo a 18 squadre). Detto il Pompiere, riferendosi al mestiere che faceva prima di giocare al calcio, Nordahl fu poi detto il Pompierone, specialmente quando giocava nella Roma e la sua stazza, già robusta, si era ulteriormente “rafforzata”. In Italia ha realizzato 225 marcature, con 2 soli rigori.
Torniamo a Higuain: perché il soprannome el Pipita e, qual é, in breve, la vita di questo fenomeno del calcio?
Cominciamo a dire che Gonzalo Gerardo Higuain non é nato in Argentina ma in Francia, a Brest, 28 anni fa. Questo perché il padre Jorge, ex difensore, dopo una vita a giocare all’ombra delle pampas si é trasferito nella lega francese, proprio al Brest, solo per una stagione, ma tanto é bastato perché Gonzalo, dunque autentico figlio d’arte, nascesse in terra transalpina.
Il padre era detto el Pipa, da quì l’appellativo affibbiato al celebre figlio. Higuain jr ha rifiutato due volte la convocazione con la nazionale francese prima di esordire in casacca albiceleste; comunque, ha mantenuto il doppio passaporto e per chi lo ha acquistato é stato possibile tesserarlo come comunitario.
Ed é palese che scorra nelle sue vene anche il sangue della madre, Nancy Zacarias, pittrice, perché Gonzalo “dipinge” sempre gol d’autore!
Non vincerà, invece, la scarpa d’oro, trofeo che viene assegnato a chi, in Europa, segna più di tutti nei vari campionati durante l’annata sportiva perché Suarez del Barcellona ha insaccato addirittura 40 palloni nelle reti avversarie ma lo abbiamo già scritto in un’altra occasione: Suarez ha vicino Messi e Nejmar, scusate se é poco. E’ Gonzalo il centravanti più grande del mondo! Forte di testa, in acrobazia, con entrambi i piedi. Il più completo di tutti e non morde sulla spalla gli opposti difensori…
Prestigiose le sole due compagini in cui ha giocato prima di approdare al Napoli: River Plate e Real Madrid. Il primo gol da “professionista” lo segna il 12 febbraio 2006 in River Plate – Banfield poi, e c’é anche qui un pò d’Italia nell’arrivo in Europa del Pipita, Fabio Capello, allora tecnico delle merengues, estasiato dalle sue prestazioni in Argentina, lo consiglia al Real Madrid, dove approda a soli 19 anni. Consensi, trofei vinti ma é uno dei tanti.
Arriva al Napoli per spaccare il mondo. Primo anno così e così, seconda stagione con media di un gol ogni due partite, l’esplosione quest’anno dove non é stato uno dei tanti ma il più grande, di tutto il massimo torneo.
Sarri ha costruito e rafforzato un modulo di gioco atto a mettere in mostra nella maniera migliore le qualità di Higuain, ma soprattutto gli ha dato forza, fiducia a livello psicologico e morale. E quando el Pipita ha sbagliato, perché ha sbagliato a Udine meritandosi una squalifica che poteva sotterrare le ambizioni dei campani lo ha fatto, probabilmente, per il troppo amore per la maglia che indossa, vedendo che la giornata stava completamente volgendo in negativo per lui e per i suoi compagni di squadra.
La stagione del Napoli sta tutta in quel tenero abbraccio finale, dopo la gara col Frosinone, tra Higuain e Sarri; un vicendevole e tangibile segno di riconoscenza tra il superbomber grato al tecnico che lo ha fatto maturare definitivamente, facendolo attestare attualmente, ribadiamo, Suarez permettendo, sul gradino più alto del più forte attaccante del mondo; e colui che, venuto dalla piccola realtà di Empoli, ha trovato, pure con un grandissimo lavoro personale, chi lo ha spinto ad arrivare subito così in alto. Entrambi, assieme, l’uno con l’aiuto dell’altro, hanno dato una grande gioia al Napoli, alla città di Napoli, raggiungendo una qualificazione diretta ai gironi della Champions che inorgoglisce tutta la competente piazza partenopea.
Tutti lo ammirano e ci sono almeno 4 club europei che vorrebbero pagare la clausola rescissoria da 95 milioni pur di averlo nelle loro fila; non vogliamo, però, nemmeno pensare di non vederlo più nel nostro campionato dove i fuoriclasse veri si contano, forse per eccesso, sulle dita di una mano. E battendo quel record, così datato, lui é entrato di diritto nella storia dell’italica pedata.

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Le 36 “pipite”

Quest’anno Higuain ha segnato almeno un gol a tutte le squadre meno che a Milan e Roma. E precisamente:
Atalanta (4 reti), Bologna (2), Carpi, Chievo (2), Empoli, Fiorentina (2), Frosinone (5), Genoa (2), Hellas Verona, Inter (2), Juventus, Lazio (3), Palermo (2), Sampdoria (3), Sassuolo (2), Torino, Udinese (2).
Ha impreziosito il suo cammino da “famelico” goleador con nove doppiette ed una tripletta (per l’appunto, nella gara conclusiva contro il Frosinone, squadra alla quale ha segnato più reti, 5 tra andata e ritorno). Tre i rigori da lui realizzati.

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