Presidente Berlusconi, adesso le piace il gioco del Milan?

Pubblicato il autore: Sabato Simone Del Pozzo Segui

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Presidente Berlusconi, adesso le piace il gioco del Milan?

Sarebbe interessante riuscire a fare questa domanda a colui che, poco più di un mese fa, ha fortemente voluto il cambio alla guida tecnica del suo Milan giustificando tale scelta con la assoluta mancanza di gioco. Dopo sole 6 partite disputate da Brocchi è sicuramente prematuro tirare le somme ma è legittimo, quanto doveroso, fare un’analisi parziale.
Il gioco del Milan non cambia. Il gioco del Milan non è cambiato e, azzardo, non cambierà. Non c’è bisogno di essere degli indovini per capirlo, le motivazioni sono sotto gli occhi di tutti, anche sotto quelli di Berlusconi che, probabilmente, qualche domanda se la starà facendo da sé.
L’ARRIVO DI BROCCHI- Dopo l’addio forzato di Sinisa Mihajlovic, esonerato a seguito della sconfitta contro la Juventus per 2-1 (match in cui il Milan ha per altro disputato senza alcun dubbio la sua miglior prestazione stagionale), i rossoneri, guidati appunto da Brocchi, hanno affrontato nell’ordine Sampdoria, Carpi, Verona, Frosinone, Bologna e Roma. In pratica 5 delle ultime 8 in classifica, portando a casa pochi punti (8) e vagonate di incertezze sul futuro.
salah-golNESSUN PROGRESSO/NESSUN PREGETTO…- Perchè il gioco del Milan non cambierà? Perchè non cambieranno gli interpreti. La gara di ieri contro la Roma ne è l’esempio lampante. Squadra senza identità, senza idee e senza un minimo di cattiveria agonistica. Difesa immobile su tutti e 3 i gol dei giallorossi, centrocampo in completa confusione e attacco di conseguenza sterile. Alla base di tutto, però, c’è la mancanza di progettazione. Cristian Brocchi è il 5° allenatore che il Milan cambia in 3 anni, segnale chiaro, evidente, forte, che non ci sono piani concreti per il futuro. A mio avviso, la fortissima volontà del presidente Silvio Berlusconi di vendere ne è la dimostrazione. Quello che manca alla società è la chiarezza. Ripartire dai giovani, spendendo poco per poi magari crescere nel tempo, sarebbe difficile da accettare per molti tifosi, ma sarebbe pur sempre un inizio concreto e una base sicura di partenza.
…CON UNA FINALE ANCORA DA GIOCARE- Il campionato del Milan non è finito ieri. Il prossimo 21 maggio la squadra di Brocchi sarà impegnata nella difficilissima finale di Coppa Italia contro la Juventus. Finale che vale una stagione e che vale il futuro dello stesso tecnico. Brocchi non si è mai nascosto e sa che per restare sulla panchina rossonera dovrà portare a casa il trofeo che manca da 13 anni a Milano sponda rossonera, anche perchè questo è un altro dei principali motivi, se non il principale, per cui è stato preso. La sensazione, però, è che questo Milan non avrà molte possibilità di alzare la Coppa. Le stesse parole del tecnico lasciano poco spazio all’immaginazione: Difficile pensare di battere la Juve con questo atteggiamento. E’ una finale e se non hai queste motivazioni dentro, non riesci a tirarle fuori.
Il tempo di Cristian Brocchi per lavorare sull’ultima fondamentale sfida della stagione si accorcia sempre di più e si accorciano sempre di più le possibilità di vederlo sulla panchina del Milan anche il prossimo anno.

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