Sampdoria statistiche 2016: tutta colpa di Ferrero?

Pubblicato il autore: Susanna Terribile Segui

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Sampdoria statistiche 2016: tutta colpa di Ferrero?

Il campionato è terminato, la Juventus di Massimiliano Allegri ha portato a casa 91 punti e il trentadueesimo scudetto, il Milan continua ad oltraggiare il suo prestigio con il ricordo di partite giocate come un club neo-promosso, Sassuolo e Empoli si confermano rivelazioni della stagione sfiorando la zona Europa League, il Frosinone retrocede con onore, e la Samp?
L’avvio della stagione era stato entusiasmante per la Sampdoria: tra gli infortuni e le partite difficili, i blucerchiati lavoravano a testa bassa, s’impegnavano e faticavano con uno spirito agonistico evidente che li portava a lottare e uscire dal campo a testa alta, tra gli applausi. Nelle prime tre partite, La Sampdoria aveva totalizzato sette punti e segnato nove goal. Certo, bisogna dire che cinque di quelle nove reti erano state inflitte nella porta del Carpi, ma l’esordio del campionato 2015/2016 aveva visto anche un impegnativo pareggio in casa del Napoli. Poi è arrivato il Torino e la prima sconfitta, ma la squadra di Zenga era sembrata semplicemente poco ispirata quella domenica. Ritornati tra le mura del Ferraris, il team doriano aveva evidentemente lavorato sodo per poter agguantare uno glorioso 2 a 1 con la Roma che, seppur partita in ritardo come la Juve, è stata tra le più temibili dell’intero campionato.
Non si capisce effettivamente qual è stata la buccia di banana che ha fatto scivolare la Sampdoria dall’ottavo posto alla zona retrocessione.
In primo luogo, è importante sottolineare la mancanza di fiducia nei confronti di Walter Zenga. Alle prime difficoltà il tecnico è stato contestato e fatto fuori dalla dirigenza blucerchiata in luogo del brillante Vincenzo Montella, ex giocatore doriano, allora senza panchina. Montella però è stato tutt’altro che fulgido e illuminante per la Sampdoria e nelle prime quattro gare della sua amministrazione ha rimediato vergognose sconfitte con Udinese, Milan e Sassuolo. Poi è arrivato gennaio e il saluto al numero 23, un grande uomo, Éder Citadin Martins. Nato il 15 novembre 1986, Eder ha messo a segno 45 goal in 131 presenza (dal 2012 al 2016) con la maglia della Samp, conquistando i cuori di tutti i tifosi. Dall’inizio di quest’anno, l’italo-brasiliano veste la divisa neroblu dell’Inter, dopo aver totalizzato 12 reti nelle 19 presenze del campionato appena concluso. Questioni di avidità societaria? Probabile, evidentemente era necessario fare cassa!

Bisogna tenere conto che il buon rendimento di un team dipende anche dalla preparazione fisica dei giocatori: tanti infortuni, nel mondo del calcio, non significano soltanto tante battaglie in campo, anzi!  Lo staff tecnico serve ovviamente a prevenire lo stress corporeo e a defaticare l’intero apparato muscolo-scheletrico, soprattutto in casi di settimane dense di sfide! Il Doria però non ha avuto impegni extra-domenicali (se si tralasciano i rari turni infrasettimanali e i recuperi provvidenziali causa pioggia a Marassi). Il Milan ha tagliato la Samp fuori dalla Coppa Italia, e i serbi del Vojvodina si sono guadagnati Europa League nella fase preliminare, ai discapito di Zenga e compagni. Adesso un po’ di dati sui calciatori che hanno effettivamente giocato in questa ambigua Sampdoria 20015/2016.

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Sampdoria statistiche 2016

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Abbiamo dato uno sguardo d’insieme all’andamento della Samp in questa corsa scudetto, ora al lettore chiediamo di esprimersi e giudicare dove si cela l’errore, chi o cosa ha reso una squadra agguerrita un manipolo di svogliati. In tutto ciò, dov’è Massimo? Mah… Arrivati alla fine dei giochi, consci di quello che abbiamo visto, siamo poi così sicuri che Ferrero conosca fino in fondo i meccanismi dell’universo calcistico? La domanda potrebbe addirittura essere riformulata: ma Ferrero soddisfa i tifosi, onora i colori sociali? Bravo, bravissimo, generoso, istrionico, esaltato, incompetente, pazzo. Mille sono stati gli aggettivi del presidente in questo campionato, piuttosto diciamo che, forse, non scorre sangue calcistico nelle sue vene. Certo, un presidente pensa sempre in termini economici, ma una vocazione per il mondo del pallone deve comunque guizzare dalla personalità del proprietario. Purtroppo abbiamo visto solo una spiccata vis comica.
A Massimoo, dai la Samp a chi ama la Samp!
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