Crotone: salvare il “fattore Scida”

Pubblicato il autore: Michele Santoro Segui

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Crotone: salvare il “fattore Scida” – Era l’estate del 1997 quando, per le radio e televisioni italiane, spopolava il motivetto: “Voglio andare a casa (la casa dov’è?), la casa è dove posso stare in pace…”. Il titolo del brano era “Questa è la mia casa” di Jovanotti, e per molto tempo restò ai vertici della hit parade italiana. Un brano a cui, tutta Crotone, e in particolar modo i tifosi del Crotone, dovranno riabituarsi, ma non perchè, quest’estate, la sentiranno in tutti i lidi della bellissima costa jonica, ma perchè c’è una squadra che ha conquistato meritatamente la serie A, e che ancora, incredibilmente, non sa dove disputarla.

Il Crotone deve giocare all’Ezio Scida, punto. Lo deve fare, prima di tutto, perchè in questo stadio difficilmente le avversarie fanno punti. La banda calabrese ha costruito l’esaltante cavalcata verso la massima serie proprio tra le mura amiche: solo il Perugia ha saputo portare via i tre punti da questo inviolabile fortino.

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Lo merita poi la città, che inevitabilmente avrà, finalmente, l’occasione di balzare agli onori della cronaca per motivi diversi rispetto ai soliti omicidi di mafia, e bassa qualità della vita; lo meritano i cittadini e le imprese locali, che con un po’ di intelligenza, potranno sfruttare l’onda lunga di tutto l’indotto di una partecipazione al campionato di A; e lo meritano, infine, gli appassionati di questo sport e la tifoseria, a cui non era mai stata data, finora, la possibilità di vedere così da vicino le stelle della massima categoria.

Appunto perchè Crotone sarà sulla bocca di tutti, però, c’è da fare un’altra considerazione. Ha ragione il presidente Vrenna quando dice: “Ora siamo in A e non possiamo limitarci a strappare una deroga che, per questa stagione, ci permetta di giocare sotto la capienza minima consentita. Voglio tribune stampa moderne, – come non dargli ragione-, spogliatoi all’altezza dei campioni che verranno a giocare qui, e che in molti casi, sono di spessore internazionale; una tribuna autorità all’altezza di questo nome, e curve sicure”. Un’opera che vuole trascendere il semplice significato sportivo, ma che contribuirebbe all’accrescimento dello spessore della società rossoblù.

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Al momento lo Scida non è da A, ma non per i soli 10000 seggiolini a disposizione, ma per una carenza di dignità dell’impianto. Ed è proprio questa che il presidente cerca di recuperare tramite gli appelli alle istituzioni, che in più di sessant’anni, non sono state in grado di creare una struttura all’altezza delle nobili origini della città di Kroton, culla della Magna Grecia. La sfida elettorale, che, per la cronaca, anche nel capoluogo di provincia calabrese si è decisa al ballottaggio tra l’esponente della coalizione di centrodestra, Ugo Pugliese, e quella del centrosinistra, Rosanna Barbieri, conclusasi a favore del primo, ha avuto come principale argomento di confronto proprio la questione del rifacimento dello stadio, caldeggiato da entrambi i versanti; c’è da capire se le chiacchiere e i proclami da campagna elettorale lasceranno spazio a interventi reali e tempestivi, perchè l’ipotesi che le prime giornate si disputino al San Paolo di Napoli, è tutt’altro che remota, e tutto il popolo crotonese, come al solito, si gioca la faccia.

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