Stadio della Roma: ci siamo veramente?

Pubblicato il autore: Giuseppe Porro Segui

 

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In principio (era il 2011…cinque anni fa) era il punto forte del “progetto” della Roma targata USA il 2017, era l’anno per veder giocare la prima partita nel nuovo stadio, e vedere Francesco Totti calcare l’erba proprio dello Stadio della Roma, la casa dei tifosi giallorossi. Ma James Pallotta e soci non avevano fatto i conti con la lenta e macchinosa burocrazia italiana, ed (almeno per la data) il 2017 dovrebbe essere l’anno di inizio lavori.
Ora, dopo la consegna del progetto definitivo (ricordiamo tre giorni fà; dossier composto da cinquantamila pagine di relazioni di specialisti; correlato da piu di tremilacinquecento disegni e progetti) la palla passerà al Campidoglio, che solo domenica prossima 5 giugno 2016 (giorno dell’arrivo di James Pallotta nella capitale) saprà chi siederà sulla poltrona di primo cittadino di Roma (previo ballottaggio).
Quindi c’è il rischio di un ulteriore slittamento dei tempi anche perchè il futuro sindaco avrà altre priorità sul futuro di Roma città, pure se l’occasione è ghiotta e potrebbe costituire dei nuovi posti di lavoro per Roma capitale. Dopo il Campidoglio (che dovrà verificare la veridicità del progetto per qualificarlo come “definitivo”) la parola passerà alla Regione Lazio che avrà 180 giorni di tempo per avviare la conferenza dei servizi (la conferenza di servizi è un istituto della legislazione italiana di semplificazione amministrativa dell’attività della pubblica amministrazione italiana) per dare l’ok definitivo e cominciare a lavorare sul serio in cantiere su un progetto che prevede circa 974mila metri cubi complessivi, e circa un miliardo e mezzo di € di spese.
Riusciremo a vedere realizzata un opera così mastodontica? Noi c’è lo auguriamo per Roma e per i romani, anche in chiave olimpica Roma 2024; ma finchè non ci sarà la posa della prima pietra, resta lo scetticismo…

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