Stadio San Paolo, parla l’agronomo della Lega: “Campo completamente rovinato dopo il concerto di D’Alessio”

Pubblicato il autore: Gennaro Esposito Segui

de laurentiis - de magistris san paolo

Stadio San Paolo, l’agronomo della Lega Giovanni Castelli analizza la situazione dopo il concerto di Gigi D’Alessio: “Un disastro, rovinato un campo da cinque stelle”

Nei giorni scorsi il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis aveva sollevato le sue preoccupazioni per le condizioni del terreno di gioco dello stadio San Paolo, danneggiato dall’afflusso di pubblico determinato dal recente concerto di Gigi D’Alessio nell’impianto di Fuorigrotta.
Oggi anche l’agronomo della Lega, Giovanni Castelli, ha analizzato la situazione ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli: “Il terreno di gioco dello stadio San Paolo era da cinque stelle, uno dei migliori d’Italia: ora queste cinque stelle sono andate tutte perse e bisognerà ricominciare da capo. Le immagini che circolano in rete sono così raccapriccianti che domani prendo un aereo e vengo a Napoli per valutare di persona la situazione: chi ha fatto questi danni deve pagare. Dalle foto si vedono danni anche al terreno oltre che al campo, con vere e proprie buche: se fosse soltanto un problema di erba si potrebbe risolvere in poco tempo con un po’ di soldi, ma anche su questo c’è il bisogno di essere chiari. Il prato a livello estetico potrebbe tornare quello di prima con una rizollatura mirata, ma po ici vorrebbe troppo tempo per farlo rendere al meglio. Alla prima stagione il prato del San Paolo era ad un buon livello, poi è diventato ottimo e infine eccellente. Se le condizioni attuali sono davvero quelle delle foto bisogna rifare tutto da capo: bisogna ripartire dal via come nel gioco dell’oca“.

La questione dei concerti negli stadi è spesso causa di controversie e discussioni tra le società e gli organizzatori degli eventi: anche in altri campi italiani si sono verificati problemi ai terreni di gioco. “E’ possibile fare concerti negli stadi ma c’è bisogno di fare le cose usando il buon senso: in questo caso l’organizzazione è stata scadente. Il prato è stato lasciato coperto per dieci giorni ed ecco cosa è successo, se invece si lascia coperto per un paio di giorni non succede nulla. Al San Siro di Milano sono previsti 8 concerti e alla fine il prato verrà rifatto completamente dai concessari per migliaia di euro“.

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