Autoproclamarsi regina senza avere la corona (e i soldi)

Pubblicato il autore: Alessandro Diana94 Segui

La Roma ha aperto la sua campagna acquisti con una cessione eccellente alla sua diretta concorrente. Come bisogna interpretare questa partenza di mercato?

 

La dirigenza americana della Roma

La dirigenza americana della Roma

Prima di iniziare compiamo un flashback di 5 anni, all’inizio della campagna americana in terra capitolina. il 1 Aprile 2011 atterra a Roma Thomas Di Benedetto, il quale all’epoca era il presidente della squadra che annuncia trionfante che: “la Roma è una principessa e noi ne faremo una regina”.

Ora, dopo questa nostalgica e poco rimpianta parentesi di apertura, cosa si può affermare riguardo a quello che è successo nei successivi 5 anni? A mister Di Benedetto è succeduto James Pallotta , vero deus ex machina di quella grande operazione di marketing e guadagni attraverso i profitti del nuovo stadio (CHE DEVONO ANCORA ARRIVARE) che è stata la vendita della società da parte della banca Unicredit. Oltre alla sua venuta nella capitale sono seguite tante parole sul rafforzamento della squadra, cosa che è successa visto che la squadra è arrivata o seconda o terza negli ultimi tre anni e non può essere un caso. Era stato detto però che la sarebbe stata pronta a lottare per vincere in Italia e in Europa attraverso investimenti mirati che avrebbero portato la squadra a essere consacrata come una delle nuove potenze nel panorama del calcio europeo.
Tutto queste parole evidentemente non hanno superato la prova dei fatti, che vede la squadra giallorossa senza trofei dalla stagione 2007/2008 quando vinse la Coppa Italia. Come spiegarsi questa cesura tra le promesse fatte e poi non mantenute, nonostante alcuni investimenti sulla squadra siano stati fatti? La risposta è tanto semplice quanto allarmante se vogliamo.

Tutto quello fatto fino a adesso non basta.

Non è ancora abbastanza perché in Italia abbiamo una squadra, la Juventus, che si può permettere di vincere (strameritatamente) 5 titoli di fila e poi bussare alla porta della Roma e strappargli uno dei suoi giocatori di maggior talento, Miralem Pjanic. Oltre allo smacco da un punto di vista di immagine che una società dà quando vende un suo giocatore a una diretta concorrente, c’è da sottolineare che, nel caso in cui la Vecchia Signora non dovesse vendere Pogba, per la prima volta da anni il centrocampo della Roma non sarebbe più al livello della sua squadra rivale. Bisogna prendere atto di questo e ammettere che al momento non si può lottare per vincere, almeno non ad armi pari con tutte le squadre del campionato. Pallotta punta per fare crescere la società a costruire uno stadio di proprietà, ma fino a quando la nuova casa giallorossa non sarà pronta non si possono fare proclami come quelli fatti dal presidente giallorosso nel 2014, quando disse: “Farò della Roma il più grande club al mondo”.
Il futuro ti aspetta James, e i tifosi della Roma sperano che non sia più così lontano di quanto sembra in questa giornata di mezza estate di luglio.

  •   
  •  
  •  
  •  
Tags: