Caos Milan (parte II): le prospettive attuali

Pubblicato il autore: anto nino tarquini Segui

Nel precedente articolo (clicca qui) si è cercato di individuare i momenti che hanno portato alla Matassa Milan, una situazione di caos difficilmente immaginabile qualche anno fa che, però, ha radici lontane.Il 2015/2016 ha visto alla guida del club Sinisa Mihajlovic e, nelle ultime partite, Cristian Brocchi. La stagione sembrava partita in maniera sontuosa. L’arrivo di Mr Bee Taechaubol, con il 48% delle quote societarie sembrava fatto e, anche durante il calciomercato, erano stati fatti investimenti importanti come l’acquisto di un giocatore per reparto (Romagnoli, Bertolacci e Bacca,) per una spesa di quasi 80 milioni di Euro.

 

Berlusconi e Mr Bee

Berlusconi e Mr Bee

La cessione al magnate però non si è mai concretizzata e anche il campionato è andato come gli ultimi, cioè male. Sorteggio e accoppiamenti benevoli avevano permesso ai rossoneri di giocarsi la coppa Italia in finale contro la (solita) Juventus ma, ai supplementari, Morata con il suo ultimo gol in bianconero ha negato al club milanese tanto la gioia di alzare un trofeo quanto l’opportunità di tornare in Europa, seppur in quella senza le orecchie grandi.
Addirittura pare fosse stato chiesto a Brocchi di rimanere anche la stagione successiva e che lui abbia invece preferito liberarsi per accettare l’offerta del Brescia, squadra di Serie B. Una situazione non da Milan.

Mihajlovic e Brocchi

Mihajlovic e Brocchi

 

Dopo Mr Bee è arrivato un altro gruppo interessato all’acquisto del club, un consorzio di investitori cinesi intenzionato ad avere la maggioranza delle quote societarie, l’80%. A metà Giugno, però, il presidente Berlusconi è costretto a subire un’operazione a cuore aperto e, da quel momento, cala il silenzio su di lui, le sue attività, le sue aziende (quindi anche il Milan).

Amici, fedelissimi, parenti, medici, rassicurano circa le sue condizioni ma è un dato di fatto che tutto viene congelato, compresa l’eventuale cessione. Così l’ex Club più titolato al Mondo si trova senza allenatore, senza una società certa, senza un futuro definito, senza programmazione (ma quello è un problema presente già da qualche anno).

Voci di corridoio indicano Frank de Boer, ex allenatore dell’Ajax, come il designato alla panchina con l’arrivo dei cinesi; altre fonti invece indicano Marco Giampaolo, allenatore dell’Empoli, favorito.

Ci si trova a fine Giugno senza allenatore, senza sapere quale sarà la dirigenza, le prospettive, la rosa. Situazione da club di Lega Pro che non ha la certezza di potersi iscrivere al prossimo campionato. Situazione non da Milan.

Il 28 Giugno viene annunciato quasi a sorpresa Vincenzo Montella, allenatore divenuto grande con la Fiorentina ma reduce da una stagione molto balbettante alla Sampdoria da subentrato.

Montella ai tempi della Fiorentina

Montella ai tempi della Fiorentina

Da pochi giorni è cominciata la preparazione estiva e cominciano a circolare i primi nomi sugli eventuali rinforzi o cessioni.

Pare che il bomber colombiano Bacca non rimarrà ma è una situazione in divenire, così come l’evanescente Menez, destinato a tornare in Francia, e Balotelli al Liverpool. È già rossonero Gianluca Lapadula, attaccante classe 1990 reduce da due promozioni consecutive (una dalla Lega Pro alla B con il Teramo, promozione poi annullata dalla giustizia sportiva; una col Pescara dalla B alla A, con in dote il titolo di capocannoniere), mentre gli obiettivi dichiarati sono il difensore Musacchio del Villarreal, il giovane Zielinski (su cui è piombato anche il Napoli e qualche club estero), il principito Sosa (in carriera un anonimo passato al Napoli ma reduce da una buona stagione in Turchia) più un fantomatico Mister X, presenza fissa (e non troppo felice) delle ultime sessioni di calciomercato milanista.

Al netto di queste notizie è difficile fare un bilancio preciso ma sono certamente possibili valutazioni

  • Capitolo Allenatore. Montella è un allenatore giovane, con idee precise e una propensione al bel gioco che rende le sue squadre riconoscibili e belle da vedere. Ha quella che si potrebbe definire una particolare predisposizione per le coppe (la sua Fiorentina ha raggiunto buoni risultati in Europa League con una semifinale e in Coppa Italia con una finale) ma le sue squadre hanno sempre mancato la partita del salto di qualità, quella partita che cambia le prospettive da interessanti in ottime o che permette di vincere qualcosa. I club che ha allenato solitamente sono andati meglio rispetto alle previsioni, anche se l’ultima stagione a Genova, come detto, è stata tutt’altro che brillante (e parzialmente inspiegabile, accettare una squadra come la Samp, con tutto da perdere, per un allenatore in rampa di lancio già dall’inizio pareva un azzardo avventato). Ora si è lanciato in questa avventura che suona molto vicino ad un All-In: dovesse fallire, la sua carriera cambierebbe piega;

montella 2

  • Capitolo Mercato. I potenziali acquisti non sono nomi roboanti o cavalli di razza ma, se indicati dall’allenatore, potrebbero rivelarsi funzionali al gioco, caratteristica ultimamente fin troppo derogata in Casa Milan. Qualcuno con personalità e talento a centrocampo è più che indispensabile per una squadra che si è concentrata per troppo tempo su attaccanti di grido e (dubbio) valore solo per vendere qualche maglietta in più, ammesso che ci sia riuscita.
Fernando Torres (o quel che ne era rimasto)

Fernando Torres (o quel che ne era rimasto)

 

 

  • Capitolo Rosa. La stagione 2015/2016 ha avuto molte ombre ma qualche luce da non vanificare: ad esempio l’esplosione del giovane portiere classe 1999 Donnarumma, chiamato quest’anno a confermarsi (anche se Montella ha un rapporto complesso con i portieri, dimostrato ai viola con i casi Viviano e Neto); in difesa Romagnoli si è dimostrato un buon prospetto, un ragazzo su cui puntare; a centrocampo soprattutto Bonaventura, sebbene non sia un fenomeno, è un giocatore (e professionista) su cui fare affidamento; in attacco Lapadula è una scommessa (praticamente esordisce in serie A, solo due anni fa calcava i campi della ex Serie C), il ragazzo nato a Torino però ha sicuro talento e Montella potrebbe essere l’allenatore giusto per sfruttarlo al massimo, così come è stato Massimo Oddo (altro adepto al bel gioco). Chiudono il cerchio una serie di giovani di belle speranze da cui magari pescare un jolly (si parla molto bene di Locatelli ma la storia ci insegna che i giovanissimi talenti sono un terno al lotto).
articolo tratto da flebo.jimdo.com/gli-editoriali-dello-sport/calcio/gli-uomini/

articolo tratto da flebo.jimdo.com/gli-editoriali-dello-sport/calcio/gli-uomini/

 

Il Milan al momento, tra mercato e scelte, sembra più simile a un club di medio-alto livello (una sorta di Fiorentina) più che il club Sette Volte Campione d’Europa. In soccorso, però, tornano di moda sia Max Pezzali sia l’assunto secondo cui per fare una buona casa bisogna avere solide fondamenta.

Il calcio a volte è imprevedibile; ciò detto, una stagione da terzo/quinto posto potrebbe essere considerata oro colato, un’ottima base su cui continuare a costruire, in attesa del cambio di proprietà.

Si vedrà, nella convinzione che, un Milan competitivo, renderebbe il campionato più bello. Discorso che vale anche per l’altra nobile decaduta di Milano.

 

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