Stadio Crotone, per lo “Scida” c’è speranza

Pubblicato il autore: Michele Santoro Segui

ezio-scida-curva-nord

Crotone: per lo “Scida” c’è speranza Dopo l’esilio forzato di Pescara che il Crotone dovrà osservare a causa degli iniziali ritardi nei lavori di adeguamento dello stadio Ezio Scida, in particolare per la messa a norma dell’impianto di illuminazione e di videosorveglianza, lo scorso 14 luglio la Soprintendenza ai Beni Culturali di Cosenza ha bocciato la richiesta del Comune per gli interventi di ampliamento della curva sud, per la realizzazione di una nuova tribuna coperta, e per il rifacimento del piazzale adiacente all’impianto sportivo. Ovviamente non una decisione campata in aria quella presa dall’organo periferico del MiBACT guidato dal neo soprintendente Mario Pagano, ma un provvedimento ponderato dovuto al vincolo archeologico a cui l’area su cui è ubicata la struttura è soggetta.

E’ chiaro che con un ostacolo di tale portata la strada dei ricorsi in tribunale non è praticabile né consigliabile. Le alternative sono due: arrivare, per la prossima stagione, all’omologazione minima di 10.000 posti prevista dalle norme della Lega Serie A attraverso l’installazione di strutture removibili prefabbricate che non modifichino in modo permanente la zona vincolata, con l’obbligo di ampliare fino a 16.000 in caso di permanenza in massima divisione, o avvalersi della stessa deroga che non più tardi di un anno fa la Commissione Criteri Infrastrutturali e Sportivi Organizzativi della FIGC ha concesso al Frosinone, autorizzando l’impiego del “Matusa”, tarato per poco più di 9.000 spettatori, per le gare interne dei ciociari. In questo caso i calabresi attraverso l’implementazione di box per l’area ospitality, l’allargamento della sala stampa e degli spogliatoi, con lavori non esosi e senza impatto sull’area archeologica, potrebbero portare facilmente l’omologazione dagli attuali 9.500 posti fino agli 11.640 della reale capienza. I tempi stringono, ed è venuto il momento di far parlare i fatti: il neo sindaco Ugo Pugliese ha fatto dell’ammodernamento dello stadio una questione “urgente e necessaria” durante la campagna elettorale. I proclami non hanno avuto nessun seguito visto che i lavori per la sola videosorveglianza e per l’illuminazione sono stati sì programmati, ma appaltati con diverse settimane di ritardo.

Intanto mercoledì 20 luglio, la Soprintendenza ha rivisto parzialmente la sua decisione, dando l’ok definitivo al progetto per l’ammodernamento e l’ampliamento dello stadio, in modo da conformarlo agli standard della A. L’autorizzazione però, come confermato tramite una nota stampa dallo stesso sindaco Ugo Pugliese, “è condizionata a prescrizioni e per tale motivo la Giunta Comunale e gli uffici tecnici sono già al lavoro per ottemperare a quanto previsto dall’autorizzazione stessa”; questo significa che solo se verranno rispettati i paletti fissati dalla Soprintendenza le modifiche potranno essere apportate, e quindi solo in caso di un progetto conforme a determinati parametri il Crotone potrà giocare allo “Scida”. Una tiepida speranza tiene ancora accesa la passione del tifo rossoblù.

Il Crotone deve giocare all’Ezio Scida, punto. Lo deve fare, prima di tutto, perchè in questo stadio difficilmente le avversarie fanno punti. La banda calabrese ha costruito l’esaltante cavalcata verso la massima serie proprio tra le mura amiche: solo il Perugia ha saputo portare via i tre punti da questo inviolabile fortino. Lo merita poi la città, che inevitabilmente avrà, finalmente, l’occasione di balzare agli onori della cronaca per motivi diversi rispetto ai soliti omicidi di mafia, e bassa qualità della vita; lo meritano i cittadini e le imprese locali, che con un po’ di intelligenza, potranno sfruttare l’onda lunga di tutto l’indotto di una partecipazione al campionato di A; e lo meritano, infine, gli appassionati di questo sport e la tifoseria, a cui non era mai stata data, finora, la possibilità di vedere così da vicino le stelle della massima categoria.

  •   
  •  
  •  
  •  
Tags: