Juventus verso l’infinito e oltre: a dieci anni da Calciopoli

Pubblicato il autore: Domenico Margiotta Segui

Serie A Juventus


 

Juventus verso l’infinito e oltre. Sono passati dieci anni dai “fattacci” di Calciopoli. In quella afosa estate la Juventus, fresca vincitrice dell’ennesimo titolo nazionale, vedeva frantumarsi in un sol colpo i suoi sogni di gloria: una squadrone che, senza contare Pavel Nedved, Zlatan Ibrahimovic ed il brasiliano Emerson, nella finale dei Mondiali di Germania poteva sfoggiare i vari Buffon, Cannavaro (Pallone d’Oro), Zambrotta, Camoranesi, Del Piero (panchinaro di lusso), Thuram e Vieira. La Vecchia Signora sprofondava cosi nell’inferno della Serie B e tutti gli anti-juventini uniti in coro contro i ladri a brindare con coppe di rancore e di odio insensato. I bianconeri vedevano il loro fatturato (il terzo solo dopo quello del Manchester United e del Real Madrid) in picchiata e la corazzata svanire, tra addii illustri e testimonianze di attaccamento alla maglia. Un terremoto per il popolo juventino, uno tsunami dalle dimensioni gigantesche spazzava via il calcio italiano dalla cartina calcistica del Vecchio Continente, a parte qualche illustre ma sporadica comparsa. Agli anni della dura espiazione dei propri peccati, anche se ricordiamo come alcune società furono prescritte, una moda tutta italiana insieme ai vari indulti per insabbiare e spostare equilibri, la Juve oggi torna più forte che mai in territorio nazionale e pronta alla conquista dell’Europa. Ad oggi, la Juve non fa mistero sulle prossime due stagioni: la Vecchia Signora ha alzato l’asticella ancora di più per l’all in finale e coronare il sogno che si chiama Champions League, che manca a Torino da ben venti anni.

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Juventus verso l’infinito e oltre. In corso Galileo Ferraris sanno bene che i vari Buffon, Bonucci, Chiellini e Barzagli non hanno poi cosi tanti anni insieme, calcisticamente parlando, due al massimo. Con i vari colpi e con quelli che arriveranno (perché ne arriveranno di altri), in casa bianconera si sta delineando un vero e proprio dream team e Gonzalo Higuain, ultimo in ordine di arrivo ma primo in ordine di costo e capitale, è il colpo che il calcio italiano aspettava da tanto tempo. Il re dei cannonieri del nostro campionato è, sotto il profilo dell’esborso economico, la spesa più elevata fatta da una società di calcio italiana. E se al centravanti argentino si aggiungono anche i vari Pjanic, Dani Alves, Benatia e Pjaca, si capisce come la Juventus da ora in avanti, Champions League o non Champions League, è ritornata nel paradiso del calcio mondiale, al pari di Bayern Monaco, Barcellona e Real Madrid. Una società solida che non spreca ma investe accuratamente, che forte di un progetto ad ampio raggio punta sulle motivazioni dei giocatori prima e poi sulle pretese dei vari procuratori sportivi e delle varie società di calcio, che fa della competenza e della solidità societaria la sua arma vincente per restare li, per gridare al mondo calcistico siamo tornati, per puntare sempre a nuovi traguardi, sempre più ambiziosi, sempre più “alti”, “verso l’infinito e oltre” come direbbe Buzz di Toy Story. Nel mentre il calcio italiano è diviso tra cordate cinesi, discorsi da “Bar dello Sport” di banfiana memoria, cuori infranti e invidie nate da rancori che invece dimostrano come sia importante la lungimiranza, la pazienza e il saper fare il proprio mestiere. Onore a questa Juve, Champions League o non Champions League.

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