Lazio, l’ira dei tifosi biancocelesti

Pubblicato il autore: Mario Grasso Segui

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L’allenatore che prima firma e poi non si presenta; il traghettatore che non accetta il ruolo; il mercato che non decolla; la campagna abbonamenti sospesa; la protesta dei tifosi. In casa Lazio regna il caos più totale alla vigilia della stagione 2016/17. Che l’amore tra la tifoseria biancoceleste e il presidente Claudio Lotito non sia mai sbocciato è storia vecchia. Ma ora si rischia davvero di essere al famoso punto di non ritorno.

Troppe cose che non tornano. A far scattare l’allarme di una crisi prima ancora che inizi la stagione sportiva è stato l’addio di Marcelo Bielsa. Il tecnico argentino aveva firmato da un mese circa per sedere sulla panchina della squadra più antica della Capitale. Aveva però chiesto almeno quattro acquisti. Non è arrivato nessuno e lui ha deciso di fare di testa sua, non presentandosi al raduno della squadra e strizzando l’occhio al corteggiamento della nazionale argentina, che guiderà dopo le Olimpiadi. A questo si aggiunge che Simone Inzaghi, traghettatore di fine stagione passata, non accetterebbe ancora questo ruolo. Squadra senza guida in panchina, ma anche in campo. Basti pensare ai due simboli sul rettangolo di gioco che sono accostati ad altre squadre. Di Antonio Candreva si è detto sia di un blitz del Napoli sia di un presunto accordo con il Milan nato nelle ultime ore. Anche il faro del centrocampo, Lucas Biglia, sembra destinato a fare la stessa fine: via da Roma.

Caos totale e allora ecco la decisione del marketing biancoceleste: campagna abbonamenti bloccata. Il rischio che non riparta è altissimo. Il tifoso laziale oggi è deluso da una scellerata gestione delle campagne acquisti e cessioni e l’idea di prendere posto allo stadio per ingoiare sistematicamente il boccone amaro delle delusioni non lo affascina certamente. Intanto domani gli ultras della Lazio manifesteranno in piazza Sant’Apostoli contro l’attuale dirigenza. Un atto, l’ennesimo, contro chi è accusato di incapacità gestionale. Un atto, l’ennesimo, di un popolo tanto appassionato quanto deluso.

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