Milan, Galliani in conferenza stampa: “Fino al closing rimarrò AD, poi non si sa”

Pubblicato il autore: Simone Satragno Segui

AC Milan sports director Adriano Galliani watches his team play Empoli during their Serie A football match at the Carlo Castellani stadium in Empoli on March 9, 2008. AC Milan won 3-1. AFP PHOTO / ALBERTO PIZZOLI
Galliani fa gli onori di casa: “Voglio fare i miei auguri al presidente Berlusconi, che sta molto meglio. Ha iniziato la fase di riablitazione e questa è la notizia molto più importante della giornata. Oggi presentiamo il nostro nuovo allenatore Vincenzo Montella, scelto oltre che per i risultati che ha ottenuto, anche per il bel gioco con cui li ha ottenuti. Vincenzo fa del gioco il suo credo e gioca nel modo in cui pensiamo da 30 anni che si debba giocare. Per quanto riguarda la prossima stagione, inizia la 31° stagione. E’ stato un periodo strepitoso grazie all’energia che il presidente Berlusconi ha messo in questa società. Stiamo lavorando attivamente sul mercato, io sono subissato a ogni ora del giorno su domande di mercato e scappo e non dirò cose neanche oggi. Perciò meglio che stia zitto, perchè ogni cosa può ritorcersi contro di me (sorride, ndr). Oggi siamo qui per presentare Vincenzo. Se proprio volete fare domande, fatele, a qualcuna risponderò, ad altre meno”.

Su come sta vivendo Berlusconi il passaggio di proprietà: “Lo sta vivendo bene perchè è convinto che sia il bene del Milan. Rimane un grandissimo tifoso del Milan ed è molto sereno e determinato e convinto di fare una cosa per il bene del Milan. Mi ha sempre detto che una squadra di cuore afferisce ai sentimenti, non al business. Gli dispiace, ma è convinto che questa sia una soluzione giusta per garantire un futuro radioso al Milan”.

Sulle critiche: “Certamente non fanno piacere, ma credo di avere un certo self-control. Quando vinci vengono cancellati tutti gli errori e viceversa. Ho vissuto questo periodo credendo che questo periodo finisse – come finirà certamente – e che si tornerà presto a vincere qualcosa. Chi si occupa di un’attività pubblica deve sapere che questo è nell’ordine delle cose e bisogna saperlo accettare”.

Sulla stagione passata: “Siamo andati vicinissimo a far sì che la stagione fosse accettabile. Purtroppo abbiamo perso la finale contro la Juventus pur giocando bene. Non è per cercare alibi, ma questo è il calcio e come tutti gli sport sono legati a dettagli. Sono sicuro che se noi avessimo vinto quella finale, sarebbe stato tutto un altro film e avremmo fatto altre considerazioni”.

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Se può garantire sulla serietà dei nomi della nuova proprietà: “La trattativa è condotta tra Fininvest e questo fondo cinese quindi io non posso dare risposte su questo. Il Milan è oggetto, non soggetto. Le domande vanno rivolte a Fininvest, indipendentemente che io sappia o non sappia i nomi del fondo”.

Su De Sciglio: “Non mi ha chiesto di essere ceduto, nessun tipo di richiesta. Lui sta bene, è tornato il De Sciglio che avevamo sempre conosciuto. Ha avuto un periodo più felice. Con la sua cicatrice è più interessante, ha più la faccia da duro e meno da bambino (ride, ndr). Mai avuta nessuna richiesta da parte della Juventus. Il Milan non lo cede e la Juventus non ha fatto nessuna richiesta. L’unica squadra che ha chiesto De Sciglio insistemente è il Napoli. Cortesemente gli è stato detto di no. E’ stata l’unica società mondiale”.

Sugli obiettivi: “Verranno fissati al 1 di settembre”. Sull’ampiezza della rosa: “Il Milan al momento potrebbe tenere tutti i calciatori che ha perchè siamo in 29, di cui 4 under 21 quindi rientra nella lista dei 25. Partirà sicuramente qualcuno, ma in teoria potremmo iscriverci al campionato. In un giorno sono partiti Simic e Verdi al 99%. Abbiamo la fortuna di avere tanti under 21, abbiamo Donnarumma, Calabria, Romagnoli, Locatelli, Mauri. Una volta eravamo accusati di essere troppo vecchi, ora i giovani li abbiamo. Abbiamo tanti giocatori nel nostro settore giovanile. Approfitto per fare i complimenti a Mattia De Sciglio, che ha disputato un grandissimo europeo. Stiamo creando una squadra giovane e forte che, ripeto, può puntare a qualunque tipo di obiettivo quando avremo finito il mercato. C’è da lavorare, ma siamo partiti bene. Il mercato in questo momento è molto semplice: Sono arrivati Lapadula e Vangioni, sono rientrati per fine prestito Agazzi, Paletta, Vergara, Matri, Suso e Verdi. E’ stato ceduto El Shaarawy alla Roma. Hanno lasciato cinque giocatori perchè a fine contratto e voglio approfittare per ringraziarli. La rosa è già cambiata e verrà ulteriormente modificata. Abbiamo chiaro chi dovrebbe uscire, certamente poi dovremo trovare la squadra che acquisti il giocatore e che il giocatore accetti l’eventuale squadra. E’ difficilissimo trovare una moglie di un calciatore che dica che voglia andare via da Milano. Questo vale anche per quando devi comprare nuovi giocatori. Il brand è fortissimo e la città è conosciuto in tutto il mondo. Nessuno dice no al Milan, è solo un problema economico. Farli partire è più complicato”.

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Se si sta adattando all’idea di avere un padrone diverso: “Certamente rimarrò amministratore delegato del Milan in ogni caso fino al closing. Quando sarà avvenuto questo passaggio valuteremo cosa fare. E’ l’assoluta verità. Non mi preoccupa cosa succederà ad ottobre, ma cosa succederà a luglio e ad agosto. Il mio impegno è totale e assoluto fino al closing, che è previsto possa avvenire fino alla fine di settembre. Ma qualche cosa da fare magari la troverò. Qualunque decisione sarà concordata con il presidente Berlusconi, con cui ho un legame per la vita. Sono 37 anni che sono legato a lui. Tutto quello che io farò sarà concordato con Berlusconi. Ma adesso veramente io non ci penso”.

Sulla cena di Zagabria: “E’ incredibile. Il problema è che tutti noi ora andiamo in giro con una macchina fotografica in tasca ma collegata al mondo. Io e Ronaldo il fenomeno siamo nelle foto di tutti i ristoranti di Milano (ride, ndr). Io non è che vado in giro a fare foto. Una sera sono seduto tranquillamente e si vede che io sono serio. Di fianco ci sono due ragazze e ho evitato rischi. Ieri prima di partire mi chiede la foto il proprietario del ristorante e dopo un minuto mi vedo in giro per il mondo. Bisognerà stare chiusi in casa o essere scortesi. All’inizio ho provato a negare che fossi a Zagabria”.

Se c’è più cattiveria dopo questi 3 anni: “Non credo sia un problema di cattiveria. Il calcio è fatto di alti e bassi. Non dimentico che la Juventus 5 anni fa arrivava da due settimi posti. Cambiando l’allenatore e qualche giocatore ha dato una svolta. C’è già stato qualcuno, potrebbe risuccedere qualcuno”. Su Pjaca: “Non mettiamo nulla in piazza. Il mercato è riservato e quindi le chiedo scusa ma non rispondo di mercato. E’ un giocatore importante seguito da molte società. Vediamo, vediamo”. La missione che Berlusconi ha affidato a lui e a Montella per la prossima stagione: “Non c’è stata una mission precisa. Abbiamo parlato di mercato. La missione è sempre quella: vincere, convincere e far divertire. L’idea è sempre quella da 30 anni a questa parte. Di positivo c’è che il presidente ha tanta voglia di parlare di calcio. Dobbiamo fermarci al 10% di 30, 3 anni così bastano. Faremo ogni sforzo sul mercato per rinforzare la squadra. Per la prima volta il mercato sarà condiviso e ogni operazione dovrà essere sottoscritta tra me e Gancikoff. Se non siamo d’accordo entrambi si va su un altro obiettivo. Stiamo collaborando molto bene e personalmente mi sto adattando. Credo di aver letto qualcosina su una presunta trattativa in corso, ma c’è una grande comunione di intenti. Se anche dovesse verificarsi il preliminare, il closing sarà dopo il mercato. Abbiamo raggiunto qualche obiettivo, qualcun altro lo stiamo raggiungendo. Certamente abbiamo parlato sia io che Gancikoff con Montella e ci è chiaro che cosa vuole. In questo periodo cercheremo di accontentarlo al massimo. E’ verso quei giocatori che stiamo puntando. Nella mia testa è chiarissimo che giocatori voglia e lui lo sa”.

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Se Montella era già stato vicino al Milan: “Intanto come giocatore ho ancora paura perchè mi ricordo che nel ’99 ha rischiato di farci pareggiare la partita. Montella è stato vicino al Milan due anni fa, ma non c’erano le condizioni per cui si potesse realizzare. Adesso si è riaperta l’opportunità e voglio ringraziare Massimo Ferrero che l’ha liberato con grande fair play. Voglio ringraziare la Samp e il suo presidente. Ieri sera siamo stati a cena insieme al presidente Berlusconi e ha avuto modo di conoscerlo e ha avuto la sua benedizione. Tutte le componenti del Milan sono coese a Vincenzo Montella”.

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