Serie A 2016-17, prime impressioni sul nuovo Bologna

Pubblicato il autore: andrea nervuti Segui

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Aria fresca, sole caldo, canederli e tanta buona birra. Il Trentino Alto Adige si conferma il luogo migliore dove poter seguire il calcio estivo e, come quasi tutte le grandi squadre italiane, anche il Bologna ha scelto una località tirolese per il suo ritiro precampionato. Siamo a Castelrotto (o Kastelruth, come vorrebbero i locali), un ridente paesino di 6.000 anime all’interno del parco dello Scillar, praticamente incastonato fra le meravigliose  Alpi di Siusi.

Da qui comincia la nuova avventura rossoblu. Da qui riparte la banda di Donadoni, dopo il quattordicesimo posto raggiunto la scorsa stagione.

Le prime amichevoli. Sotto lo sguardo di tantissimi appassionati giunti dal capoluogo felsineo fino al centro sportivo Lanzar, si sono disputate le prime due uscite stagionali della truppa bolognese.  È chiaro che questi iniziali test sembrano più simili a scampagnate che a veri e propri confronti calcistici, tuttavia qualche timida indicazione si è comunque colta. Innanzitutto lo schema di partenza: sia con lo Scillar (finita 10 a 0) che contro la Virtus San Marino (8 o forse 9 a 0) gli emiliani sono scesi in campo con il 4-2-3-1 invece che con il classico 4-3-3. In attesa di risolvere la “grana Diawara” (assente ingiustificato ed in odore di pesanti provvedimenti disciplinari), il mister ha sostituito il regista arretrato con l’innesto di un trequartista centrale, rinunciando momentaneamente al suo antico modulo con due ali ed un centravanti. In seconda battuta mi ha sorpreso  la passione quasi  maniacale con cui il tecnico ha seguito costantemente l’evolversi del gioco sull’out di destra, alternando Mbaye a Krafth. Lo svedese è considerato il titolare e dopo la sfortunata  stagione appena conclusa, sarà costretto a dimostrare tutto il suo valore. Ibrahima era valutato un prospetto purissimo ai tempi delle giovanili neroazzurre ma finora non ha giustificato i 3 milioni spesi dal club. Sarà un bel duello fra due giovanissimi in cerca di rivincita.

Sul campo, Rizzo mi è sembrato il più imballato e Donsah francamente troppo frenato nel nuovo ruolo di mediano in un centrocampo a due. I più in forma sono stati di gran lunga i francofoni Taider e Mounier nel primo match, mentre nel secondo si sono esaltati i due nuovi arrivi Verdi e Di Francesco.

Note positive. La solidità della società va messa al primo posto. Sono arrivati 4 giocatori, tutti sotto i 24 anni e tutti con l’ambizione di affermarsi ad alti livelli. Krejci ha già giocato in Champions League con la maglia dello Sparta Praga e vanta quasi 30 presenze con la nazionale Ceca. Non è un goleador ma di lui si parla benissimo in chiave assist: un’ala mancina vecchio stile. Nagy è considerato il più grande centrocampista magiaro dell’ultimo ventennio; classe 1995 ha giocato l’europeo francese con la casacca dell’Ungheria e con una magia Bigon è riuscito a portarlo sotto le due torri strappandolo alla concorrenza di Benfica e Marsiglia. Federico Di Francesco (figlio di mister Eusebio) è reduce da una buona annata a livello personale, nonostante un Lanciano in balia degli eventi. Si porta dietro gli 8 gol segnati con la squadra abruzzese, una buona personalità e soprattutto una “ garra” che piace tantissimo ai cuori di Bologna. Verdi è verosimilmente il più talentuoso di tutta la rosa. Ho visto personalmente la sua capacità di calciare con entrambi i piedi. Castori di lui ha detto che in allenamento fa cose aliene che poi inspiegabilmente in partita non riesce a replicare: se dovesse esplodere diventerebbe il colpo dell’anno. Alle New Entry aggiungo il rinnovo di Mirante  e la grande coesione del gruppo trainato dalla leadership di Gastaldello e dalla simpatia di Brienza.

Note negative. Davanti a tutto ci metto l’infortunio di Destro. Secondo i rumors Mattia dovrebbe tornare solo a metà settembre; un grosso problema. La società ha speso circa 80 milioni l’anno scorso e già 10 quest’estate: Saputo non è molto propenso (giustamente)  a cacciare altro cash. Va da se che l’eventuale arrivo di un centravanti sia legato a doppio filo con la cessione del desaparecidos Diawara. Il guineano pare vicino alla Roma, ma il BFC non abbassa le pretese: sotto i 10 milioni non se ne parla.

Chi vivrà vedrà, nel frattempo sono in programma due amichevoli dall’antico fascino continentale contro Colonia e Schalke 04. Chissà che non sia soltanto un presagio per un ritorno internazionale del glorioso Bologna…
A presto.

 

 

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