Roma, Pallotta: “Juve quasi irraggiungibile, ma per lo scudetto ci siamo”

Pubblicato il autore: Eugenio Usai Segui
Pallotta

Se il gap tra Juventus e Roma era già notevole con gli acquisti di Dani Alves, Pjanic e Benatia, adesso con l’acquisto di Higuaìn è diventato quasi abissale, e non scordiamoci dell’altro innesto di qualità Pjaca, che si è dimostrato uno dei migliori giovani di Euro2016. Tuttavia, il Presidente giallorosso James Pallotta si è detto ottimista per quanto riguarda le possibilità di scudetto della Roma, anche se ha espresso l’oggettiva superiorità dei bianconeri.

Juventus troppo superiore alla Roma

Pallotta ha parlato così della netta differenza tra la sua squadra e la Juve: “La Juve ha più ricavi e anche uno stadio loro, quando avremo il nostro stadio il gap sarà ridotto ulteriormente e potremo diventare tra i 10 migliori club d’europa“. E’ facile asserire che il divario non è tanto dato dallo stadio di proprietà e dalle maggiori entrate monetarie. A livello di rosa e di giocatori comprati la Juventus è enormemente più forte dei giallorossi, i quali possono solo dire di avere una squadra all’altezza per la seconda o terza piazza del campionato; e che nel caso di secondo posto raggiunto, la differenza punti alla fine dei giochi della Serie A si aggirerà probabilmente sui 20 punti. Aggiungiamo poi il fattore fondamentale delle strutture societarie delle due squadre: la Juventus è una macchina oliata a dovere da anni e che è forte di una attenta ed eccellente gestione finanziaria, la stessa che potrebbe permetterle di avere l’incasso record permesso dalla cessione di Pogba (un po’ come avvenne con la storica cessione di Zidane al Real Madrid), e che ambisce con tutte le forze alla conquista della Coppa dalle grande orecchie, che langue dalla sua bacheca da oltre vent’anni; mentre la Roma, da quando è finita l’era Sensi, da anni cerca un piano societario stabile che non arriva mai, con conti mai a posto e con annuali stravolgimenti di rosa, indicatori di una società sempre in confusione e mai capace di adottare una linea vincente. Detto questo, cosa rende veramente ottimista questa Roma?

Spalletti e l’organico

Tanta fiducia del numero uno romanista è data dalla validità dell’allenatore e della rosa: “Sono sicuro che Spalletti possa fare la differenza. Ha uno dei migliori team preparatori d’europa, i ragazzi sono fisicamente mentalmente nella loro miglior forma. Se giochiamo al massimo saremo lì quando arriverà l’occasione per lo scudetto“. Che Spalletti sia uno dei fattori più importanti per il gioco e risultati dei giallorossi, è giusto, ma toccherà vedere se il “massimo” della Roma basterà per metterla come prima pretendente per lo scudetto e se potrà impensierire la “vecchia signora”, che sembra aver già vinto il campionato prima dell’inizio della stagione. E’ impressione che la Roma voglia ancora sorreggersi sulle prestazioni di Francesco Totti, che anche se avrà un ruolo di secondo piano nelle gerarchie di Spalletti, il suo impiego ridotto potrà ancora essere decisivo (l’ha dimostrato nell’ultima parte di campionato), senza levare la voglia del Capitano di chiudere la sua carriera con prestazioni memorabili che possono dare una grossa mano alla squadra; in più dovrà a tutti i costi rimediare ai malumori di Manolas, che gradirebbe un futuro in Premier, che è uno dei migliori difensori della Serie A e trovare un valido sostituto di Pjanic. E’ comunque presto dire che la Juventus ha già vinto il campionato, anche perché l’ossessiva ricerca della sua terza Champions League potrebbe benissimo togliere energie per il campionato. Allora lì sì che arriverà la vera occasione scudetto per il club capitolino.

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