Serie A 2016/17, la situazione del Bologna reparto per reparto.

Pubblicato il autore: andrea nervuti Segui

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Terminato il ritiro trentino di Castelrotto, è giunto il momento di fare il punto sulla squadra felsinea in vista della prossima stagione. La “preseason” bolognese ha consegnato a Donadoni tre vittorie (contro Scillar, Virtus San Marino e Hapoel Haifa) ed una brutta sconfitta rimediata per mano dei ceceni del Terek (molto più vanti nella preparazione). Calcio estivo, certo, ma pur sempre un termometro di cui tener conto per misurare la temperatura dell’organico a meno di un mese di distanza dal calcio d’inizio del campionato.

In attesa di altri acquisti e di alcune cessioni importanti (ovviamente Diawara su tutte), cercherò di valutare la situazione del Bologna reparto per reparto ad oggi, 26 di Luglio.

Difesa. Si parte con la certezza Mirante fra i pali. Antonio è sicuro, determinato e determinante. Il suo secondo è l’ottimo Da Costa e, andando a memoria, non ricordo una coppia di portieri più affidabile di questa in maglia rossoblu.

Davanti a lui si piazza capitan Gastaldello affiancato dal giovane Marios. Il greco è promettente ma forse non del tutto maturo calcisticamente: quest’anno (salvo trasferimenti inaspettati) potrebbe esser la sua prima vera stagione da titolare in serie A. Sugli esterni galoppano due dei prospetti più interessanti di tutto il campionato: a sinistra Masina a destra Krafth; entrambi nazionali under 21. Il bolognese è reduce da un ottimo esordio in massima serie( 2 gol, 4 assist e tanta corsa) mentre lo svedese dovrà confermare le aspettative. Strappato 12 mesi fa dal vecchio DS Corvino alla concorrenza di alcune squadre tedesche, è reduce da una stagione costellata dagli infortuni. Vivrà inevitabilmente sotto la lente d’ingrandimento di tutta l’opinione pubblica.

Alle sue spalle scalpita Mbaye (seguito da club prestigiosi) che probabilmente non ha ancora convinto appieno dirigenza e tifosi. Il corposo ingaggio(850 mila euro) e la sua appetibilità sul mercato potrebbero costringere il club a sacrificarlo. Chiudono il reparto l’esperienza e la tempra di Mimmo Maietta, la duttilità e l’abilità aerea di Rossettini (l’anno scorso 3 gol di testa pesantissimi) ed il giovane prodotto del vivaio Ferrari. Dinamiche di mercato a parte, il club cercherà un esterno basso di riserva ed un titolare soltanto se dovesse partire l’ellenico. Indubbiamente un reparto già solido.

Centrocampo. Da quando Donadoni è l’allenatore del Bologna, la squadra ha sempre giocato con il 4-3-3 ( esclusi alcuni esperimenti di 4-2-3-1), quindi con tre uomini nella zona nevralgica del campo. Sostituire l’ordine e la tranquillità del giovane ribelle Diawara non sarà facile e per questo è stato preso Nagy; talento dall’indiscutibile avvenire ma che ad oggi pare ancora un po’ troppo leggerino per le nostre latitudini. Taider e Donsah dovrebbero esser confermati come le due mezz’ali titolari a protezione del giovane gioiello magiaro, anche se l’edizione 2017 della Coppa d’Africa potrebbe tenerli lontani dalla nostra penisola per diverso tempo. A tal punto la società si è cautelata con il rinnovo di Brienza (classe sublime, ma ormai un minutaggio limitatissimo) e spera nell’esplosione di Pulgar (fresco vincitore della Copa America con il Cile) ma che ancora deve sbocciare nel vecchio continente. Criseting non penso possa esser riconfermato e quindi urgono almeno due innesti: Dzemaili sarebbe perfetto per il Bologna, Barreto meno. Ad uno di questi due dovrebbe seguire qualcuno in grado di rimpolpare la mediana senza troppe pretese economiche. Per intenderci un Brighi di qualche anno fa. Tradotto: non manca molto per completare la mediana.

Attacco. Eccole qua le dolenti note. Sull’out sinistro il titolare sarà il nuovo acquisto Krejci. Pagato 3 milioni dallo Sparta Praga, l’esterno ceco dovrà integrasi sin da subito nei meccanismi offensivi. Il curriculum è dalla sua: speriamo non fallisca. A destra invece è tempo di primarie: Di Francesco ha grande voglia e qualche colpo in canna. Verdi ha un dono non comune (calcia le punizioni con entrambi i piedi, per esempio!) ma nonostante le svariate occasioni non è ancora sbocciato; il classico che in allenamento fa cose aliene ma che in partita poi non riesce a replicare. Per un posto ci sono anche Rizzo, generoso e prestante ma che secondo me non potrà mai ricoprire il ruolo di esterno offensivo( sarebbe perfetto largo a destra in un 4-4-2)e l’irregolare talento di Mounier. Il francese alla prima stagione in serie A era partito alla grande salvo poi spegnersi strada facendo. È un’incognita e se dovessero arrivare offerte dall’oltralpe (ma anche dal Belgio) sicuramente potrebbe partire. Tante scelte ma ancora nessun titolare. Il sostituto di Giaccherini non è ancora stato deciso e questo potrebbe esser un problema.  Si vocifera di Saponara: magari!

La punta centrale. Beh, il titolare è Destro. Punto. Peccato che il bomber marchigiano non abbia ancora recuperato dall’infortunio subito nel secolo scorso, e secondo le più rosee previsioni dovrebbe tornare a metà settembre(!). E fino a quel giorno? Al momento c’è solo Floccari. Buon rincalzo, ma non certo l’attaccante titolare per tentare di fare punti sin da subito( visto il calendario inizialmente abbordabile). L’obbiettivo numero uno resta il romanista Sadiq, che però dovrebbe esser impegnato alle Olimpiadi di Rio con la sua Nigeria fino a metà agosto. Le Alternative? Piuttosto che temporeggiare sui classici nomi di rito (come Pinilla e Borriello) io andrei dritto sullo svincolato Miro Klose, magari con un contratto legato ai gol e alle presenze. Da non scartare del tutto l’ipotesi Giuseppe Rossi anche se la Fiorentina pare intenzionata a riconfermarlo, mentre il suggestivo nome di Mario Balotelli, sbucato sotto i portici nelle ultime ore, sembra destinato a rimanere un sogno.

Andrea Nervuti

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