Come sarà la Serie A 2016/17?

Pubblicato il autore: marco.stiletti Segui

serie-a-tim-1617L’anno definitivo del regime totalitario della Juventus che nelle prime giornate di mercato si è rafforzata tantissimo. La Juve di Allegri minaccia di mangiarseli tutti. Il campo però deciderà come al solito chi sarà più forte. Se osi imporgli un pronostico troppo scontato, poi lui si inventa una Corea, un Maracanazo, un Leicester. Come si fa a battere una squadra che ha vinto 5 scudetti di fila e che ha strappato ala prima rivale un cannoniere record da 36 gol? Lo si diceva anche nell’82. Chi batterà la Juve dei campioni del mondo di Bearzot con Platini e Boniek in più? Poi vinse la Roma di Conti e Falcao.
Higuain è un acquisto poderoso, ma con Pogba e Morata si è perso molto. Pjanic è un ottimo acquisto, ma impone nuovi equilibri. L’unica incognita sarà quindi  il diverso modo di giocare, anche se Allegri alla fine, con tanti moduli tra cui scegliere, dovrebbe dare la precedenza al collaudato 3-5-2, con la solita difesa, Alex Sandro e Dani Alves sui lati, Pjanic in regia con Khedira e Sturaro ai lati e il duo delle meraviglie Dybala-Higuain in avanti. Copertissima in tutti i ruoli, duttile, affamata. Si può tentare l’assalto alla Champions.
La Juve resta la prima favorita con distacco, ma il campionato non nasce morto come dicono. Anche perché dietro nessuno si è arreso. Non il Napoli, che ha perso il Pipita, ma non la strada per la porta (Milik, Gabbiadini). Zielinski è un acquisto sottovalutato: porta idee, gol e freschezza a un reparto che ha sofferto di ricambi. E’ arrivato anche Giaccherini. Higuain era un totem, ma anche una delega, quasi un alibi. Ora è il Napoli di tutti: crescerà il senso di responsabilità, a cominciare da Hamsik, nuovo leader maximo. Nella Roma che sconfisse la Juve un campionato fa segnò Dzeko. Forse non un caso. Se Spalletti riuscirà a dotarsi con continuità dell’alternativa fisica al falso nove, le ambizioni lieviteranno.
Estate travagliata per l’Inter, che ha visto pure il cambio di guida tecnica ad agosto inoltrato. Partito Mancini, si è insediato alla Pinetina Frank de Boer. L’idea di partenza dell’olandese è il 4-3-3. Gli arrivi di Banega (parametro zero) e Candreva rafforzano l’undici titolare, che dalla cintola in su sembra ben attrezzato. L’argentino giostrerà affianco a Medel e Kondogbia, o più avanzato in caso di 4-2-3-1. L’azzurro sarà schierato invece largo a destra, con Perisic dall’altra parte e Icardi di punta. Nuove anche le corsie difensive, con Ansaldi ed Erkin. L’impressione è che occorra qualcosa per rendere la squadra competitiva (João Mario, ad esempio, viene da un fantastico Europeo). E De Boer avrà il compito di imparare velocemente i meccanismi di un calcio, quello italiano, presso il quale non ha mai lavorato, neanche da calciatore.
Il Milan è più di un passo indietro, per carenza di qualità in organico. Ma ora ha un allenatore che insegna, non più solo un motivatore che carica. E il gioco, alla fine, paga sempre. Montella cerca una rivincita personale dopo il flop doriano; la sua rosa cerca il riscatto dopo annate di grigiore. Ma ben poco è stato fatto per puntellare la squadra, forse anche per colpa di un cambio societario che ha posto  in secondo piano la parte legata al campo. C’è curiosità attorno a Lapadula, cannoniere della scorsa Serie B, ma tutto da valutare nella massima serie. Difficile l’interpretazione di Sosa, visto che nel 4-3-3 di Montella non c’è spazio per il trequartista. Gustavo Gomez, il primo paraguaiano della storia del club, ha fatto bene al Lanus e può formare un buon duo difensivo con Romagnoli.
Se ne è andato il capitano Candreva. Si è svincolato il bomber Klose. Ha lasciato la bandiera Mauri. E anche Gentiletti, Onazi, Matri. La Lazio ha perso molti elementi tra titolari e rincalzi e in entrata non ha combinato parecchio. Immobile è un buon colpo, Jordan Lukaku è da testare in un campionato di livello come il nostro, così come l’angolano Bastos, pagato 6,5 milioni di euro dai russi del Rostov. In più, c’è stato l’affaire-Bielsa, ingaggiato e perduto nel giro di un niente, con il frettoloso richiamo di Simone Inzaghi. Insomma, si ricordano sessioni di mercato migliori. Inzaghi dovrà lavorare sulla voglia di riscatto dei suoi uomini, rimasti fuori dall’Europa lo scorso anno. Felipe Anderson e Keita sono giocatori talentuosi, ma discontinui. E invece, proprio dalla continuità di questi due elementi potrà venir fuori qualcosa di buono: i rifornimenti per Immobile dovranno giungere da loro.
Tra le piccole Bologna e Cagliari hanno scommesso troppo e quindi saranno un’incognita vera e propria se non anche sorprese. Il Cagliari neopromosso non si nasconde e in questa sessione ha portato in Sardegna calciatori d’esperienza e qualità come gli esterni Mauricio Isla e Simone Padoin, il difensore centrale Bruno Alves, appena laureatosi Campione d’Europa con il Portogallo e Marco Borriello. Novità anche in mezzo con l’arrivo del moldavo Ionita, acquistato dal Verona. In un’estate in cui si è parlato anche dei possibili arrivi di Adebayor, Inler e Muntari, i tifosi rossoblù hanno sfogliato con grande interesse le pagine dei quotidiani sportivi. Infine il Bologna di Donadoni potrà contare sulla forza del gruppo. In avanti, i felsinei giocheranno con il tridente: Destro in mezzo, i nuovi Verdi e Krejci ai lati. Ormai in partenza Diawara, il vero rammarico del mercato è il mancato riscatto di Emanuele Giaccherini. Con l’ex tecnico della nazionale al lavoro già dall’estate, il Bologna potrà fare buone cose. E il mercato potrebbe riservare ancora qualche sorpresa.

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