Nazionale, Squinzi risponde a Ventura: “Si ricrederà”

Pubblicato il autore: Domenico Margiotta Segui

Squinzi


Come era lecito aspettarsi, Giorgio Squinzi risponde a Ventura: il patron del Sassuolo, dopo la mancata convocazione di Domenico Berardi in Nazionale, si lascia ad uno sfogo che comunica tutta la sua amarezza. L’ex presidente di Confindustria comincia con il dire: “Ci vuole coraggio a rinunciare a uno come lui”. Un giocatore cosi decisivo sia in coppa che in campionato (ricordiamo la stupenda prestazione condita di gol, assist e quant’altro contro la Stella Rossa nei preliminari di Europa League), tanto che lo stesso presidente aveva affermato: “Merita la Nazionale subito”. Il nuovo commissario tecnico della Nazionale italiana di calcio, Giampiero Ventura, nella giornata di presentazione ieri a Coverciano, aveva affermato l’impossibilità di poter sfruttare esterni offensivi alti nel suo 3-5-2, modulo scelto come fil rouge nel viavai degli allenatori: Finché il modulo è questo, gli esterni offensivi trovano difficoltà di collocazione”. Il presidente del Sassuolo ha poi aggiunto: “Si ricrederà. Domenico è il giocatore italiano più forte e può coprire diversi ruoli in attacco, da esterno a seconda punta”. L’idea e il nuovo corso della Nazionale è chiaro: bisogna ripartire logicamente dal lavoro svolto da Antonio Conte, visto che manca sia il tempo materiale che le possibilità di cambiare qualcosa dal punto di vista dell’organizzazione. Il singolo dopo il modulo, ecco il dictat del nuovo commissario tecnico azzurro, tanta pazienza e lavoro duro.

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Ventura ha tuttavia annunciato un ambizioso progetto per far rientrare questi giocatori esclusi (ricordiamo anche il talentuoso giocatore del Napoli, Lorenzo Insigne) nel gruppo dei “convocabili” e farli lavorare a parte: “Uno dei miei obiettivi sarebbe infatti quello di avere, dopo il Mondiale di Russia, una squadra di venticinquenni che possa arrivare a qualcosa di importante”, un obiettivo raggiungibile attraverso gli stage di contiana memoria: “Raduni dedicati solo a chi non trova spazio nel 3-5-2. Sarebbe un peccato tenere fermo un patrimonio simile. Se la federazione mi dà l’ok, il primo raduno lo organizzerei anche prima di fine anno”. A memoria, anche Cerci, prima di incontrare Giampiero, sembrava potesse giocare solo nel 4-3-3: invece, dopo il lavoro svolto insieme a Torino, il giocatore ha fatto molto bene come seconda punta. Per quale motivo non fare lo stesso anche con Domenico Berardi? Sicuri che il commissario tecnico ci stia pensando, conoscendo l’attenzione che ha per i giovani, non scapperà tempo prima di vedere il gioiello del Sassuolo con la maglia della Nazionale. Intanto, Domenico Berardi sarà costretto a stare fermo per un po’, saltando anche la sfida con la Juventus: “Sono piuttosto preoccupato per l’infortunio, temo che il recupero sarà piuttosto lungo, mi dicono almeno tre settimane. Peccato, non ci voleva: era in gran forma”. Domenico in queste prime partite della stagione ha dimostrato come quest’anno possa essere per lui quello della consacrazione definitiva, anche e soprattutto a livello internazionale: il giocatore è sembrato maturo e convinto nelle scelte, rimanendo un altro anno al Sassuolo di Eusebio Di Francesco e del patron Giorgio Squinzi. Un talento cristallino tutto nostrano, un uomo corretto, leale e mai sopra le righe, una speranza per il calcio italiano.

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