Bacca ‘lo squalo’: il Milan ha il suo bomber di razza

Pubblicato il autore: Marco Roberti Segui

baDi grandi attaccanti il Milan ne ha sempre avuti. Dall’eleganza cristallina di Van Basten alla forza dirompente di Weah, dalla classe di Shevchenko alla scaltrezza di Inzaghi, in rossonero i gol non sono mai mancati. E anche in questo particolare momento storico di crisi di gioco e di risultati in avanti c’è sempre qualcuno pronto a levare le castagne dal fuoco. Un centravanti che non ruba l’occhio, ma è efficace, che si nasconde, sembra fuori dal gioco e poi piazza la zampata che decide la partita. È Carlos Bacca, lo squalo del Milan. È uno spettacolo vederne i movimenti: fiuta come uno squalo appunto dove sarà vulnerabile la sua preda e l’istinto di colpire è quasi sempre imgallibile. Aveva le valigie in mano quest’estate, ma ora è già a cinque gol stagionali. Eccoli, commentati uno per uno.

Si comincia con una tripletta nella prima giornata di campionato a San Siro contro il Torino dell’ex Mihajlovic. Il primo gol già mostra tutte le abilità da opportunista di Bacca che è abile a farsi trovare nel posto giusto sfruttando le disattenzioni dei centrali avversari. Niang si accentra e improvvisamente sventaglia per Abate sulla corsia di destra. Rossettini e Moretti si attardano non seguendo l’azione(probabilmente pensano che mai il terzino rossonero potrà mettere un cross in mezzo), ma Bacca no; Bacca è lì e si fa trovare nel bel mezzo dell’area di rigore dove arriva il cross preciso del compagno e per lui è un gioco da ragazzi trasformare in gol il suo assist. Il secondo gol è un saggio sull’attenzione e i riflessi felini di questo attaccante. Ancora Niang conduce l’azione dettando il passaggio e arrivando sul fondo. Il cross in mezzo è un po lento e sembra aver gioco facile Moretti a spazzare l’area. Il difensore granata buca però l’intervento e Bacca è lestissimo alle sue spalle: allarga la gamba per controllare il pallone, un riflesso instintivo e rapidissimo; colpo secco di destro e nuovo vantaggio rossonero. Il terzo gol viene segnato su rigore, gesto tecnico non frequente nel repertorio del colombiano, ma comunque presente. L’anno scorso ne segnò due, pur non essendo il rigorista ufficiale. La partita finisce 3-2, Bacca è stato decisivo e si porta il pallone a casa.
Dopo due turni di digiuno(che coincidono con altrettante sconfitte del Milan, non un caso), lo squalo vuole tornare ad azzannare gli avversari. Anche se parte dalla panchina contro la Sampdoria. Montella gli preferisce Lapadula, che avrà molto da imparare in allenamento, prima di ricredersi e inserirlo nel finale per andare a cercare i tre punti in un campo ostico come quello di Genova. E Bacca non si fa pregare. Alla prima azione coglie un palo dopo un tiro dal limite dell’area. E a pochi minuti dalla fine non perdona. Palla recuperata da Suso sulla trequarti campo avversaria e movimento dell’attaccante per staccarsi dal suo diretto marcatore. Leggera finta di andare sull’interno e decisa sterzata verso l’esterno. Ha almeno mezzo metro di spazio; poco per un normale attaccante, abbaastanza per lui che controlla e con il piattone batte Viviano: è successo tutto in una frazione di secondo, senza quasi che i difensori della Sampdoria se ne accorgessero.
Ma Bacca lo abbiamo conosciuto per la sua abilità da contropiedista e per la sua velocità anche con la palla al piede. Il gol con la Lazio sta lì a dimostrarlo. Quando ancora l’azione è di attacco per i biancocelesti già si posiziona nel punto che gli può garantire di ricevere palla. De Vrij, confidando nella copertura dei propri compagni si sgancia in avanti. Parolo, però, perde goffamente il pallone che Kucka scippa con facilità. A quel punto Bacca è sulla linea di metà campo, De Vrij non è in copertura su di lui, Radu e Bastos sono rimasti larghi e Cataldi non è andato a coprire preventivamente lo spazio centrale. Kucka gli dà palla sulla corsa e lui arriva fino in fondo. A tu per tu con Strakosha non sbaglia, è spietato e battezza così l’esordiente portiere capitolino. Quinto gol in campionato, anche questo decisivo. Doveva partire, aveva praticamente le valigie in mano. Poi è rimasto, per fortuna del Milan. Avrà fiutato l’odore del gol; ma del resto, gli squali sono fatti così.

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