Dopo il pareggio di San Siro dilaga l’entusiasmo: non sarà il Bologna che faceva tremare il mondo, ma quantomeno profuma di alta classifica!

Pubblicato il autore: andrea nervuti Segui

Bologna02Oh, che fra torri ed osterie adesso non si cominci a parlare di un immediato ritorno in Europa. Per favore, non ancora. In primis perché porta una gran “iazza” (come si dice dalle nostre parti), secondo perché sono passate appena 6 giornate di campionato e la nostra giovanissima squadra deve ancora continuare a pensare soltanto partita per partita; “step by step” come direbbero quelli bravi, senza arzigogolarsi troppo fra calcoli aritmetici e statistici.

Certo, una partenza del genere non la sognava nessuno, ma non dimentichiamoci che è passato poco più di un mese da quando in città circolavano grandi perplessità sulla nuova squadra: Si ambienteranno subito Nagy e Krejci? Chi farà i gol di Giaccherini? Pulgar potrà sostituire decentemente Diawara? La coppia di centrali difensivi sarà ancora affidabile nonostante l’età? Ed il resto della rosa, non è troppo giovane!?

Parliamoci chiaro, ad inizio campionato erano tutte domande plausibili, soprattutto perché qualcuno si sentiva vedevo di un colpo di fine mercato che alla fine non arrivò. A coloro  che ritenevano questa una “squadra incompiuta” dopo il mancato arrivo di Cerci, Marco Di Vaio rispose con un perentorio ”sarà il campo a deciderlo!”

Ora, è doveroso ammettere che il lavoro svolto della coppia formata dall’ex capitano rossoblu e dal Direttore Sportivo Riccardo Bigon, è stato tanto oscuro quanto tremendamente efficiente. Nella formazione titolare giocano stabilmente 4 dei nuovi acquisti estivi (Verdi, Dzemaili, Krejci e Nagy). A questi vanno aggiunti Torosidis (che Donadoni utilizza spesso come Jolly difensivo) e Federico Di Francesco (già un gol quest’anno, e spesso prima rotazione nel reparto avanzato).

Leggi anche:  Risultati Serie A 9° Giornata: Milan ancora vittorioso, il big match Napoli-Roma va ai partenopei

Gente giovane, motivata e con ampissimi margini di miglioramento. Un blocco compatto ben gestito dal Roberto di Bergamo, che ha saputo reagire dopo la pesante sconfitta di Torino e la débâcle partenopea.

Mi soffermo anche stavolta su qualche singolo.

Quest’oggi comincio da Simone Verdi. L’ex milanista è in uno stato aulico, quasi ultra terreno. In questo momento gioca e segna con una semplicità mistica. 3 gol splendidi, a cui va ad aggiungersi quell’assist orgasmico per Mattia Destro in occasione del vantaggio contro l’Inter. Piedi educati e visione di gioco (andatevi a rivedere il tacco in corsa con cui manda in porta Dzemaili nel secondo tempo del match di San Siro) ne hanno fatto una pedina inamovibile dello scacchiere felsineo. A livello giovanile era considerato uno dei più grandi talenti del panorama italiano, adesso, a 23 compiuti, sta esplodendo definitivamente. Pagato appena 1,5 Milioni di Euro dal Milan è senz’altro il colpo più inaspettato del mercato.

Leggi anche:  Striscione tifosi Fiorentina sotto la Fiesole: "Ora basta! Avete rotto, rispetto per la maglia" (FOTO)

Due parole le merita senza dubbio anche Mimmo Maietta. Veterano di mille battaglie, arrivò a Bologna due anni orsono dall’Hellas Verona. All’epoca il club non era ancora nelle confortevoli mani di Joy Saputo, il Ds era Fusco e l’obbiettivo era centrare i Playoff per tornare in serie A.

Preciso e ruvido allo stesso tempo. Sa sempre quando è il momento di lanciare dalle retrovie verso le punte e quando è il momento di spazzare il pallone fuori dallo Stadio. Nonostante la carta d’identità reciti 34, è al momento il perno indiscutibile della retroguardia emiliana.

Chiudo con Erik Pulgar. 

Voluto da Corvino la scorsa stagione, è arrivato dal Sudamerica pieno di tatuaggi ed avvolto nel mistero. L’operazione costò parecchio (quasi 3 milioni), e per un giovane mai uscito dal campionato cileno potevano francamente sembrare troppi. Giocò poco e maluccio per la verità, ma si ritagliò sempre il suo spazio in nazionale. Che non fosse scarso lo si poteva intuire, ma quando st’estate disputò la bellezza di un’ora nella semifinale di Copa America contro la Colombia, tutti si convinsero: sarà il suo anno!

Leggi anche:  Udinese-Atalanta probabili formazioni: Josip Ilicic al fianco di Zapata in attacco?

Taac. Lo sarà eccome!

Erik migliora di giorno in giorno. Mostra agonismo e personalità. Non ha paura di entrare in tackle e nemmeno di tentare la giocata. Pecca ancora d’inesperienza in certe situazioni, ma crescerà ancora moltissimo; potete scommetterci!

Beh, non sarà certo il Bologna che tremare il mondo fa, ma questa squadra ha il futuro più roseo di quanto si possa immaginare …

  •   
  •  
  •  
  •  
Tags: