È Totti il frutto della mediocrità del campionato italiano (?)

Pubblicato il autore: Raffaele La Russa Segui

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La giornata di campionato appena conclusa ha portato tutti gli appassionati del calcio italiano a diverse considerazioni: una di queste riguarda il capitano della Roma Francesco Totti, 40 anni tra 2 settimane circa, che ha regalato i tre punti alla sua squadra, scatenando l’entusiasmo incontrollabile della Curva Sud e dei suoi tifosi, che sui social network hanno inneggiato l’unico e inimitabile numero 10.

Ma è veramente oro tutto quello che luccica? Non sarà forse che è Totti il frutto della mediocrità del campionato italiano?

Riflettendo un attimo a freddo, risulta che è veramente come abbiamo appena accennato, e la partita di ieri della Roma contro la Sampdoria ne è la dimostrazione lampante.

La Roma passa in vantaggio all’ottavo minuto con Salah, poi si fa pareggiare da Muriel e va sotto su calcio d’angolo (Quagliarella), con Szczesny colpevole in entrambi le situazioni.
Ecco che alla fine del primo tempo si scatena una violento nubifragio sulla Capitale e l’arbitro decide di attendere 80 minuti per ricominciare il secondo tempo.
Uno dei cambi adoperati da Spalletti, parso poco lucido sportivamente nelle ultime apparizioni della compagine giallorossa, è l’ingresso di Francesco Totti che rianima lo stadio Olimpico che sembrava essere già pronto alla contestazione. 

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Il suo ingresso cambia inevitabilmente la gara: un assist per il pareggio di Dzeko, grandi giocate di classe per i compagni e rete su rigore a tempo scaduto che regala la vittoria alla sua squadra.

La domanda che ci poniamo noi è: ma è mai possibile che un calciatore di quasi 40 anni possa essere il migliore in campo, quando di fronte ha avversari anche di 20 anni inferiori a lui? E si, perché “Er Pupone” poteva essere quasi padre a qualche calciatore della Sampdoria.
La risposta è che non può essere possibile.

E allora la provocazione che vogliamo lanciare è che se tutto ciò è stato possibile, l’unica soluzione è che ad oggi nel calcio italiano non c’è nulla di meglio di un quarantenne ormai a fine carriera (la cui classe comunque dentro e fuori dal campo non viene messa in discussione).

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Effettivamente guardando la partita ci siamo accorti che il numero 10 non è stato mai marcato da alcun avversario, e giocando senza marcatura ha potuto fare quello che voleva. Un errore madornale dell’allenatore Giampaolo, che si accoda ad un altro errore, forse ancora più grave, ovvero quello di togliere Muriel a pochi minuti dall’inizio del secondo tempo, per mettere in campo Budimir.
Togliere un contropiedista per mettere un centravanti d’area di rigore è stato perfettamente inutile e la sua squadra ha giocato praticamente in 10.

Un allenatore di serie A doveva stare più attento a queste circostanze.
La lezione offerta da Totti al campionato italiano e alla sua stessa squadra è inquietante: l’aver ancora bisogno di lui, dopo gli acquisti di tanti calciatori provenienti da tutto il mondo e strapagati a livello economico è il chiaro sintomo della povertà sportiva che vige nel nostro campionato. 

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A Roma quindi, oltre che applaudire al campione eterno, dovrebbero fare una riflessione, e oltre a loro anche i tifosi delle squadre di Serie A: se dobbiamo affidarci ancora ad un calciatore come Totti, che a 40 anni insegna calcio a coloro che possono essere i suoi figli, dovremo abituarci anche alla mediocrità del calcio italiano e all’esaltazione dei miti passati…

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