Federico Melchiorri scrive un altro capitolo della sua incredibile storia

Pubblicato il autore: Giovanni Romagnoli Segui

Federico Melchiorri

Quella di Federico Melchiorri è la classica storia che ti rapisce. Più che una storia di sport, la sua è infatti una storia di vita, anzi, forse è più corretto chiamarla lezione di vita. Perché di belle frasi sul non mollare mai, sul tener duro che prima o poi l’occasione arriva e sul rialzarsi sempre, una volta in più di quante si cade, diciamocelo pure, ne sentiamo tante, sicuramente troppe, ma le dimostrazioni concrete, beh, quelle sono merce rara e preziosa. E Federico Melchiorri ne è probabilmente uno degli esempi più fulgidi e genuini.

Non ancora diciottenne l’esordio in serie C col Tolentino, poi una breve parentesi col Riccione ed ecco il ritorno in maglia cremisi in serie D. Le sue prestazioni non passano inosservate ai club di categoria superiore tanto da suscitare l’interesse del Cesena che decide di portarselo in Serie A. Il salto è troppo grande, così, dopo l’esordio nella massima serie, inizia a peregrinare tra la serie C1 e la C2 senza mai trovare la sua dimensione e senza mai incidere. Sembra la classica carriera del ragazzino prodigio che viene mandato a fare esperienza nelle categorie inferiori ma che poi, più che farsi le ossa, ci mette le radici senza più riuscire a spiccare il volo.

Il brutto, però, deve ancora venire. Durante un duro scontro di gioco nell’aprile del 2010 viene portato in ospedale per dei controlli. Una tac, fatta più per scrupolo, serve per accorgersi di altro. Durante la visita gli viene infatti diagnosticato un angioma cavernoso, una malattia congenita che attorciglia i vasi sanguigni del cranio. Un duro colpo per Melchiorri calciatore, ma ancor peggiore per Federico ragazzo.

Dopo l’operazione tornare all’attività agonistica ad alti livelli sembra utopia, così Federico abbandona il calcio e si iscrive all’università, Economia a Macerata.

Con la malattia ormai alle spalle, la vita universitaria evidentemente non lo completa e, anche se il sogno di tornare ad essere un calciatore professionista sembra ormai svanito, il richiamo di quel rettangolo verde è troppo forte e dopo qualche timido approccio decide di tornare in campo seriamente. Per farlo sceglie la piazza che lo aveva lanciato ad inizio carriera, il Tolentino. Sin da subito si capisce che nonostante i mesi trascorsi lontano dal calcio, la magia non lo aveva abbandonato e nei due anni in Eccellenza segna caterve di gol vincendo anche una coppa Italia dilettanti con rete decisiva nella finale contro la Biagio Nazzaro.

La scalata per Federico può dunque ricominciare, questa volta però va per gradi. Quello successivo è la serie D e lui da lì riparte con la maglia della Maceratese, a due passi dalla sua Treia. La stagione è particolarmente positiva e il suo nome compare ben 22 volte nel tabellino dei marcatori.

La straripante annata in maglia biancorossa lo fa finire ancora una volta nel mirino di società professionistiche. Dopo il calvario affrontato, e superato, si aprono le porte della Serie B grazie al Padova che scommette sul suo talento. L’esordio nella serie cadetta è dei migliori con un gol al Varese, ma a fargli guadagnare qualche titolo nei giornali è la risposta che dà a chi avanzava dei dubbi sulle sue reali potenzialità in un campionato come la Serie B, “le porte sono grandi tutte uguali, sia tra i dilettanti che tra i professionisti“. I fatti gli danno ragione perché dimostra di poterci stare ampiamente in un campionato professionistico, tant’è che l’anno successivo viene acquistato dal Pescara dove si mette in mostra come uno dei miglior bomber della serie B e dove sfiora addirittura la serie A.

Sirene della Serie A che suonano forte durante l’estate 2015 quando il Carpi di Mister Castori (anche lui marchigiano), neopromosso nella massima serie, lo tenta. Federico Melchiorri però ha altri piani, scegliendo, per certi aspetti in maniera anche coraggiosa, di ritagliarsi il suo posto al Cagliari, che punta proprio su di lui per risalire dopo la retrocessione. La decisione sembra quella giusta perché il Carpi non regge l’urto della serie A e piano piano scivola verso il ritorno nella cadetteria, mentre il suo Cagliari, dove nel frattempo è diventato un punto fermo, avanza a grandi falcate verso una una pronta risalita.

Tutto sembra finalmente allinearsi, la progressione per gradi avanza senza intoppi, finalmente la ruota gira spedita. Il sogno di Federico per realizzarsi deve però superare un’altra prova.

La squadra ormai è ad un passo dalla serie A e lui, con 8 gol e belle prestazioni, contribuisce al rilancio dei sardi. Ma proprio quando i rossoblu stanno per festeggiare, Federico durante un allenamento si rompe il crociato anteriore del ginocchio destro.

L’operazione lo tiene lontano dai campi per mesi, e con un ambizioso Cagliari che nel frattempo aveva acquistato giocatori importanti nel suo ruolo, confermando anche tutti i migliori elementi in rosa, il sogno di giocare in serie A rischia di trasformarsi in un incubo fatto di tanta panchina e magari di un nuovo girovagare in prestito nelle categorie inferiori. Una storia già vista. Ma quella di Melchiorri non è una storia come le altre.

Federico infatti non demorde e, anche confortato dalle dichiarazioni delle Società, rimane in rossoblu. Aspetta pazientemente in panchina il suo momento e, un po’ come faceva anche il suo idolo Del Piero, quando arriva lo sfrutta come meglio non potrebbe.
È il 73′ del match tra Cagliari e Sampdoria, i rossoblu sono avanti per 1 a 0, Rastelli fa entrare proprio Melchiorri per Sau, facendogli saggiare nuovamente la Serie A dopo dieci anni
Già essere entrato rappresenta un traguardo eccezionale per me” dichiarerà a fine partita. Il bello (questa volta il bello!) deve ancora venire però perché appena due minuti dopo il pareggio dei blucerchiati, Melchiorri all’88’ ringrazia Viviano per una clamorosa indecisione e mette in rete il definitivo e decisivo gol del 2 a 1.

Immaginare che ora possa addirittura scavalcare nelle gerarchie giocatori come Sau e Borriello, e magari giocare in pianta stabile da titolare, sembra difficile anche solo ipotizzarlo, ma guai a dire che non è possibile, quello di Federico Melchiorri è un libro che ha sempre un nuovo incredibile capitolo da sfogliare.

  •   
  •  
  •  
  •  
Tags: