Formazione Milan 2016-17, Sosa scavalca Montolivo nelle gerarchie di Montella?

Pubblicato il autore: Fausto Leone Segui

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Arrivato come oggetto misterioso (uno dei tanti, a dire il vero) durante la sessione estiva di mercato, pagato circa 7 milioni di euro a 31 anni già compiuti, e con un contratto da oltre due milioni di euro netti all’anno: José Sosa, per tutti “Il Principito”, era stata la classica goccia che fa traboccare il vaso, scatenando le cicliche proteste della tifoseria rossonera che ancora una volta si era scagliata contro Galliani, chiedendo le dimissioni del dirigente del Milan.

Ma Vincenzo Montella già a luglio aveva dichiarato di apprezzare un giocatore così tecnico, di fatto avallandone l’acquisto; e oggi l’ex-Aeroplanino sarebbe pronto ad affidare al giocatore argentino le chiavi del centrocampo milanista, sostituendo un mai-troppo-amato Riccardo Montolivo dal centro del gioco. Per adesso però il primo esperimento non ha dato i frutti sperati: nell’amichevole giocata due giorni fa contro gli inglesi del Bournemouth, nel ruolo di play il Principito non ha brillato, perdendo troppi palloni e sbagliando qualche appoggio di troppo. Vero è che il Milan era sceso in campo con una formazione sperimentale, con Suso e l’altro nuovo acquisto Pasalic schierati da mezzali, ma Sosa non ha dato l’impressione di padroneggiare il ruolo di metronomo davanti alla difesa, lasciandosi andare anche a degli errori grossolani, come quando ha atterrato il suo compagno Paletta invece dell’attaccante avversario Mousset, che ha potuto insaccare tutto solo il go del momentaneo pareggio (Suso aveva segnato il gol dell’1-0, poi Niang su rigore ha fissato il risultato sul definitivo 2-1 per i rossoneri).

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L’esperimento è intrigante, come ha ammesso lo stesso Montella; e il Principito non vuole tirarsi indietro da una sfida che affronta per la prima volta in carriera. In un’intervista apparsa nell’edizione odierna della Gazzetta dello Sport, Sosa ha dichiarato infatti di avere la personalità necessaria per affermarsi come play nel centrocampo del Milan. “Il problema è la tattica – ha detto alla rosea l’argentino – Un play, per la posizione in cui gioca, deve essere sempre pronto, sia in possesso palla sia in non possesso. Deve arrivare sulla seconda palla per iniziare una nuova azione, avere la forza per prendere il pallone e capire quando tentare la giocata. Io ero abituato a giocare in una posizione più offensiva, potevo sempre attaccare. Qui invece c’è da stare attenti, aspettare il momento giusto per decidere se stare più avanti o più indietro. La tecnica aiuta”.

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Se per adesso i risultati sono ancora altalenanti, Sosa ha comunque ben chiaro il modello da cui trarre ispirazione: “Facile: Juan Sebastian Veron. Era un grandissimo giocatore, all’Estudiantes e non solo, l’esempio massimo possibile per quella posizione”.

Intanto, il più diretto interessato di questa rivoluzione tattica viene da una prestazione deludente: Riccardo Montolivo è stato schierato regista dal neo commissario tecnico Ventura nell’amichevole persa dagli azzurri al San Nicola di Bari contro la Francia vice-campione d’Europa per 3-1, e come tutta la Nazionale la sua prestazione non è stata particolarmente esaltante. Stasera, allo stadio “Sammy Ofer” di Haifa, per la prima  giornata del gruppo G di Qualificazione ai Mondiali di Russia 2018 contro Israele, Ventura ha mandato in campo dal primo minuto Marco Verratti. Ma – almeno per le prossime giornate di campionato – Montolivo può stare tranquillo: il Milan ha ancora bisogno di lui in mezzo al campo, l’apprendistato da regista del Principito Sosa non si è ancora concluso.

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