Genoa: il futuro è di Mario Ierardi

Pubblicato il autore: Michele Santoro Segui


Genoa: il futuro è di Mario Ierardi –
Il 3-4-3, mutabile in 4-3-3 o 3-5-2 di stampo gasperiniano, che ha contraddistinto il Genoa fin dall’avvento del tecnico piemontese nel 2006 e poi nel suo ritorno sulla panchina rossoblù nel 2013, e che adesso ha preso in prestito Juric, ha come caratteristica imprescindibile il gioco sulle fasce. Non a caso le campagne acquisti della società ligure, in questi ultimi anni, sono state contraddistinte da un “via vai” di giocatori di fascia o adattabili al ruolo. La stessa ammissione del presidente Preziosi, “I nostri allenatori li bruciano gli esterni”, non fa altro che avvalorare questa tesi. Un giocatore che di fatto non è scappato già all’occhio vigile dell’attuale mister dell’Atalanta e che presto, Preziosi permettendo, potrebbe fungere da preziosa alternativa agli esterni titolari, è Mario Ierardi, terzino destro della Primavera genoana.Il fluidificante rossoblù nasce a Magenta in provincia di Milano, il 19 febbraio del 1998 e comincia a muovere i suoi primi passi calcistici nella Pro Patria, squadra in cui milita fino al luglio 2014 quando la Reggiana decide di acquistarlo per rafforzare la propria Primavera. Neanche il tempo di disfare le valigie che è già tempo di rifarle, perché a fine agosto arriva l’improvvisa e inaspettata chiamata del Genoa. Il club emiliano lo cede in prestito per un anno, ma gli infortuni ne limitano l’utilizzo. Con mister Fasce solo due presenze in campionato, ma condite da 2 gol messi a segno entrambi contro il Varese nell’ultima giornata della Regular Season.

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Nonostante l’annus horribilis, il club ligure lo acquista a titolo definitivo e Mario ripaga la fiducia: lo scorso anno la fascia destra è stata di sua proprietà, avendo saltato solo tre gare perché convocato da Gasperini in prima squadra per impegni di serie A. Terzino destro dalla grande spinta, dotato di velocità, dribbling e resistenza, Mario può ricoprire anche la posizione di difensore centrale, grazie al suo grande senso della posizione; e poi c’è sempre quella freddezza sotto porta, che per un terzino, è una dote assai poco diffusa: nella passata stagione sono state tre le reti messe a segno, vittime Torino, Carpi e Virtus Entella, sempre su inserimento da calcio da fermo.

 Esterno in una retroguardia a quattro, o quarto di centrocampo in un 3-4-3 non è importante quando si ha la corsa nel sangue. Piede destro preciso e abilità nei calci piazzati, rendono Ierardi una macchina da cross. Qualità che non sono sfuggite a Roberto Baronio, che lo ha convocato per le partite della nazionale under 18 azzurra contro i pari età di Belgio e Svizzera.

I sistematici infortuni di Edenilson e la cessione di Ansaldi all’Inter, hanno costretto Juric, in questo inizio di stagione un po’ balbettante per i rossoblù, ad abbassare Lazovic in una posizione non troppo consona alle sue caratteristiche offensive, (lui che nasce attaccante esterno) preferendo questa soluzione tattica a quella rappresentata da Fiammozzi, non ancora abituatosi alle esigenti platee di serie A nonostante i sei mesi di tirocinio della stagione 2015/2016. Perciò, già da subito, per maturità e intelligenza tattica, Mario Ierardi potrebbe rappresentare un’ottima soluzione per il reparto.

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