Ilary Blasi: “Spalletti soffre il carisma di Francesco. A livello umano gli do un voto basso, molto basso”

Pubblicato il autore: Masi Vittorio Segui

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Le donne, e soprattutto le mogli dei calciatori, sempre più si fanno largo nel mondo del calcio. Anzi, spesso sono loro a rilasciare dichiarazioni che magari i propri mariti per politically correct preferiscono evitare. Se fino a qualche settimana fa Carolina Marcialis, moglie di Antonio Cassano, difendeva a spada tratta il fantasista barese, durante il braccio di ferro con il presidente Massimo Ferrero, ora, è il turno di Ilary Blasi. La consorte di Francesco Totti, difatti, intervistata dalla Gazzetta dello Sport, si toglie qualche sassolino, soprattutto verso l’attuale allenatore della Roma, quel Luciano Spalletti che a parer suo non si starebbe comportando con il rispetto che dovrebbe verso “Er pupone”.

LE SENSAZIONI DOPO CHE FRANCESCO VENNE MANDATO VIA DA TRIGORIA PRIMA DEL MATCH CON IL PALERMO
“Io di calcio non capisco nulla, ma è stato surreale. Fantascienza, non ci potevo credere. È stato cacciato da casa sua, scrivetelo. Questa cosa non si fa. Io non lo avrei mai fatto, non mi sarei mai permessa una cosa del genere. Appena tornò gli dissi: “Stasera si va allo stadio, dobbiamo essere là”. L’ovazione? In quei momenti i tifosi c’erano, non lo hanno abbandonato”.

IL PERCHE’ SPALLETTI ABBIA RILASCIATO DICHIARAZIONI, NON SEMPRE FELICI, VERSO SUO MARITO SE LO E’ MAI CHIESTO?
“Le scelte calcistiche sono opinabili ma non si discutono, di quello non mi impiccio, però forse avrei qualcosa da ridire a livello umano, sulla persona. Nell’intervista alla Rai, che fece tanto scalpore, si capiva che Francesco chiedeva solo rispetto, ed era giusto. In quel momento non glielo stavano dando. Francesco non è uno polemico, lui parla quando tocca la palla. A casa, ad esempio, non “porta” niente, ma da febbraio a maggio la cosa era talmente grossa… Era un momento delicato, non si fa così. Non ha mai chiesto di giocare, si è sempre messo seduto con umiltà ad aspettare. Non critico la scelta tecnica, critico il comportamento umano, e Spalletti è stato un uomo piccolo. Punto. È la verità. Lui a parole ha detto anche delle cose stupende, ma a parole. Invece lo subisce. In un momento così difficile nella vita di un ragazzo che sta attraversando un passaggio importante, c’è modo e modo per comportarsi. È giusto proiettarsi nel futuro e provare a far grandi cose anche senza di lui, ma mi sembra che alla Roma rimanga ancora difficile… Io glielo auguro. Certo che si poteva essere più delicati e Spalletti sicuramente non lo è stato, non l’ha saputo guidare in un percorso umano. Io le persone le giudico anche da questo. Quindi voto basso, molto basso”.

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“Famme sta’ zitta, se no succede un casino… Mi verrebbe da dirgli: “Però anche la mente deve ragiona’ prima de parla’…”. Con i Sensi aveva un altro tipo di rapporto, era un figlioccio, ma quella era una conduzione più familiare, mentre questa più imprenditoriale”.

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