Inter, Banega: “Io trequartista? Un ruolo in cui mi trovo benissimo”

Pubblicato il autore: Domenico Margiotta Segui

Banega all'Inter

Frank de Boer ascolta Banega: “Io trequartista? Un ruolo in cui mi trovo benissimo”. Il tecnico dell’Inter, nelle due apparizioni in campionato con i nerazzurri, lo ha provato prima come interno di destra contro il Chievo Verona (a comporre un centrocampo a cinque) e come regista basso contro il Palermo (in un 4-3-3 modulare), riscontrando però qualche difficoltà. Il giocatore argentino ex Siviglia, intervistato da TycSports, usa parole chiare sul modo di farlo giocare in campo: “Il ruolo di trequartista? Mi ci trovo benissimo, è la stessa posizione in cui ho giocato a Siviglia, ormai la conosco benissimo perché li ho giocato per tanti anni”. Ecco, la soluzione al problema arriva direttamente dalla bocca del giocatore: “E’ vero, ho cominciato da numero 5, come play basso davanti alla difesa, nel Boca. Ma non ci gioco da tantissimo tempo. Ho provato da regista nell’Inter nell’ultima partita, devo però tornare ad abituarmici, ci vorrà un po’ di lavoro. Sono difficili entrambi i ruoli. In Nazionale, con i compagni che ho, ho maggiore libertà”. Quindi, il messaggio lanciato dal giocatore ex Siviglia è chiaro. Aspettiamo domenica, in occasione della gara contro il Pescara in Abruzzo, per vedere cosa avrà escogitato il mister De Boer per il giocatore.

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Le difficoltà incontrate dalla squadra milanese sponda nerazzurra non sono di certo ad additare al nuovo tecnico: instabilità societaria, allenatore cambiato all’ultimo minuto, una campagna acquisti di alto livello ma monca di qualche scelta (soprattutto in difesa), la probabile assenza di un progetto a lungo termine sono solo alcuni dei problemi che attanagliano i partners del biscione. Il nuovo tecnico e i nuovi interpreti interisti dovranno avere altro tempo per rodare i meccanismi, trovare la giusta condizione mentale per affrontare la stagione e quella unione di intenti e di sentimenti in spogliatoio che in casa Inter mancano da troppo tempo. Questa risulta essere, più che le passate, la stagione chiave per il futuro nerazzurro: alla prima cordata asiatica, ne subentra una nuova che interviene con soldi tuonanti, acquisti da prima pagina (vedi Gabigol e Joao Mario all’ultimo sprint) ma l’assenza di quell’essere squadra che in Italia, forse più che altrove, è indispensabile.

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