Juventus, penalizzazione in classifica dopo il ricorso fallito?

Pubblicato il autore: Francesco Ippolito Segui

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Il ricorso al TAR del Lazio, perso ieri dalla Juventus, potrebbe aprire una voragine per la società bianconera: il club torinese aveva chiesto un maxi-risarcimento del danno subito nel 2006 dopo Calciopoli, ma secondo quanto scritto nella sentenza “il Tar non può pronunciarsi se lo ha già fatto il collegio arbitrale“. La beffa per i bianconeri consiste nel fatto che la società rischia una penalizzazione dovuta ad una probabile violazione di una clausola.

VIOLAZIONE DELLA CLAUSOLA COMPROMISSORIA – Ricorrendo al TAR, ovvero alla giustizia ordinaria, la Juventus potrebbe aver violato la cosiddetta clausola compromissoria: questa è una disposizione contrattuale che impone alle società ed ai tesserati di non ricorrere alla giustizia ordinaria per tutte le controversie riguardanti l’attività sportiva, facendosi giudicare dagli organi previsti dalla FIGC. Infatti, secondo l’art. 30 dello statuto federale: “i tesserati, le società affiliate e tutti i soggetti, organismi e loro componenti, che svolgono attività di carattere agonistico, tecnico, organizzativo, decisionale o comunque rilevanti per l’ordinamento federale, hanno l’obbligo in ragione della loro appartenenza all’ordinamento settoriale sportivo o dei vincoli assunti con la costituzione del rapporto associativo, di accettare la piena e definitiva efficacia di qualsiasi provvedimento adottato dalla FIGC, dalla FIFA, dalla UEFA, dai suoi organi o soggetti delegati, nelle materie comunque riconducibili allo svolgimento dell’attività federale nonché nelle relative vertenze di carattere tecnico, disciplinare ed economico. Le controversie tra i soggetti suddetti o tra gli stessi e la FIGC, per le quali non siano previsti o siano esauriti i gradi interni di giustizia federale secondo quanto previsto dallo Statuto del CONI, sono devolute, su richiesta della parte interessata, unicamente alla cognizione del Collegio di Garanzia dello Sport presso il CONI, in conformità con quanto disposto dallo Statuto e dai relativi regolamenti e atti attuativi, nonché dalle norme federali.”

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L’art. 15 del Codice di Giustizia Sportiva riporta, tra le sanzioni correlate alla violazione dell’art. 30 dello Statuto FIGC (ovvero della clausola compromissoria) una “penalizzazione di almeno tre punti in classifica per le società“. Inoltre viene anche riportato che “nel caso di ricorso all’autorità giudiziaria da parte di società e tesserati avverso provvedimenti federali in materie riservate agli Organi della giustizia sportiva o devolute all’arbitrato, si applicano le sanzioni previste, nella misura del doppio“.

EVENTUALI RISCHI – Non è solo un eventuale penalizzazione in Serie A, dai 3 ai 6 punti (diminuiti in caso di patteggiamento), che potrebbe far paura alla Juventus. La società infatti rischierebbe grosso fuori dai confini nazionali: sono anni che la FIFA minaccia di prendere provvedimenti verso i club che assumono questo atteggiamento. In alcuni casi la FIFA ha sospeso da ogni attività paesi come la Grecia, l’Azerbaijan, il Guatemala ed il Kenya “a causa delle ingerenze del mondo politico nelle rispettive federazioni, poiché la FIFA ha ritenuto violato il principio dell’autonomia dello sport“.

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I PRECEDENTI – Proprio nel 2006 la FIFA, per tale violazione, intimidì la stessa Juventus, che alla fine venne graziata assieme alla FIGC. In campo nazionale invece ci sono molti altri precedenti: l’ultimo di questi risale allo scorso maggio, quando in Lega Pro il Pavia venne penalizzato di due punti in classifica dopo aver presentato una denuncia alla procura della Repubblica contro il proprio ex direttore generale Londrosi.

LEGGE 280/2003 – Il club bianconero però, avrebbe le spalle coperte dalla legge 280 del 2003, che sostiene che “esauriti i gradi della giustizia sportiva e ferma restando la giurisdizione del giudice ordinario sui rapporti patrimoniali tra società, associazioni e atleti, ogni altra controversia avente ad oggetto atti del Comitato olimpico nazionale italiano o delle Federazioni sportive non riservata agli organi di giustizia dell’ordinamento sportivo ai sensi dell’articolo 2, è devoluta alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo”.

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