Mancini, con Tourè e Dybala era Inter da scudetto. “Addio consensuale e rapporti buoni con la società”

Pubblicato il autore: Gioacchino Moncado Segui

Roberto_Mancini_InterDybala, Tourè ed Ibrahimovic per provare a riportare in alto l’Inter. Era questo l’obiettivo dell’ex allenatore nerazzurro Roberto Mancini che ha svelato, in un’intervista al Corriere dello Sport,  i tentativi messi in atto durante la sua ultima esperienza sulla panchina dell’Inter per riuscire a prendere quei fuoriclasse che secondo il suo modo in intendere il calcio avrebbero permesso ai nerazzurri di tornare a competere per lo Scudetto.  Mancini ha poi analizzato anche i motivi che hanno portato alla separazione consensuale con la società nerazzurra, della quale ha dichiarato di rimanere comunque tifosi. E poi un’ultima stoccata, dopo il primo assaggio di ieri, l’ha rivolta all’ex compagno ai tempi della Sampdoria Ruud Gullit che lo ha accusato di essere il responsabile principale dell’inizio stentato di stagione da parte dell’Inter.

Leggi anche:  Dove vedere Lazio - Roma diretta tv e streaming Serie A

Le parole di Mancini al Corriere dello Sport.

“Avevamo quasi chiuso l’ acquisto di Tourè  con il presidente Thohir un anno fa, poi lui preferì non tradire il Manchester City dove lo avevo portato io. Touré, come Ibrahimovic, è uno di quei giocatori che fanno la differenza, possono spostare da soli l’esito di un campionato. Al pari di Messi e Cristiano Ronaldo. Dybala? Ho provato a portarlo all’Inter, da Palermo, ma lui scelse la Juve. Un fuoriclasse, uno che può avvicinare Messi. Oggi la Juve fa parte di un altro pianeta, sotto tutti i punti di vista. Ma se un club avesse preso Ibra o Yaya o addirittura tutti e due insieme avrebbe lottato con i bianconeri per il titolo. Ne sono certo.
Non voglio dire oggi che ho fatto male ad accettare di tornare all’Inter . Era una sfida importante. La risoluzione è stata consensuale, non siamo riusciti ad imboccare la stessa strada per raggiungere gli obiettivi che l’Inter deve sempre avere davanti: lo scudetto e la Champions. I rapporti restano buoni e non ho motivo di avere rancori contro il club, come penso loro non possano averne nei miei confronti.Resterò, ovviamente, un tifoso nerazzurro.
I dubbi sulla mia preparazione?  Gullit era invidioso da giocatore, lo è anche adesso da disoccupato. Cosa sa lui per parlare del lavoro di un collega? All’Inter hanno i dati del lavoro fatto durante la preparazione: siamo nell’epoca moderna, ci sono i Gps, i computer, io ho uno staff di professionisti seri, nessuno può permettersi di denigrare il nostro piano. Ci sono i dati, i numeri, è tutto registrato. Non esiste, per chiarezza, una squadra pronta il 20 agosto. Ci vogliono sei o sette giornate, diciamo il mese di settembre, per essere al top. E questo vale per tutti. Fine del discorso e di una polemica strumentale”

Leggi anche:  Esame farsa Suarez, Ziliani duro: "In un paese serio Paratici sarebbe squalificato a lungo e la Juventus sanzionata"
  •   
  •  
  •  
  •