Milan, è già finito l’effetto Montella? Albertini e Costacurta al veleno

Pubblicato il autore: Antonio Guarini Segui
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Vincenzo Montella

Milan, nuova stagione, nuova squadra, vecchi, vecchissimi problemi, i rossoneri cadono in casa contro l’Udinese, facendo tutti limiti di rosa già evidenti durante tutta l’estate. Tanti grattacapi per Vincenzo Montella, visibilmente deluso dopo la sconfitta contro i bianconeri di Beppe Iachini. Qualche scusante per la brutta partita dei rossoneri c’è, a partire dalla assenze di Kucka e Niang, soprattutto è mancata l’imprevedibilità che il francese riesce a dare alla manovra offensiva del Milan. Discreta la prova di Sosa, fin quando l’argentino ha avuto fiato ha cercato di dare qualità al gioco rossonero, sfortunato in occasione della traversa colpita nel primo tempo. Male Romagnoli, in difficoltà contro Zapata, malissimo Montolivo, ancora una volta fischiato dal pubblico milanista. In ombra anche Bacca, il colombiano, come sempre gli accade al ritorno dal Sudamerica, è stato abulico, mal servito dai compagni. L’unico insieme a Sosa a creare qualcosa è stato Suso, lo spagnolo sempre vivace sull’out destro, mal coadiuvato da un Abate che ormai ai più sembra aver fatto il suo tempo. Montella ha rischiato nel finale inserendo Lapadula al posto di Poli, consegnando il centrocampo all’Udinese, puntuale è arrivato il gol di Perica che ha condannato i  rossoneri al secondo K.O. di fila in campionato.
Il Milan ha gli stessi punti dello scorso anno, gli stessi problemi di costruzione di gioco, Montella non ha voluto cambiare il suo 4-3-3 nonostante assenze pesanti, questo aggiunto ai cambi ultraoffensivi effettuati hanno regalato l’ennesima delusione al pubblico di San Siro. L’idea di gioco di Montella è lodevole, certo il materiale a sua disposizione è quello che è, ma la priorità per l’Aeroplanino è trovare un equilibrio difensivo, 7 reti subite in 3 partite sono davvero troppi. Venerdì si ritorna in campo, a Genova contro la Sampdoria di quel Giampaolo sedotto e abbandonato dal Milan in estate, tornerà Niang basterà al Milan di questi tempi intrappolato nelle ombre cinesi?

Milan, le bandiere non vogliono sventolare più

Si presenta più difficile del previsto il lavoro di Marco Fassone, amministratore delegato in pectore del Milan, dopo la scelta di Mirabelli come d.s., alcuni ex illustri rossoneri hanno fatto emergere il loro dissenso per l’operatore del dirigente ex Inter. Io non sono interista, questo il significativo tweet di Demetrio Albertini postato nella giornata di domenica, l’ex centrocampista così chiarisce la sua posizione su un possibile ingresso nella nuova società. A rincarare la dose in serata sono arrivate le parole di Billy Costacurta attraverso i microfoni di Sky:” Non mi hanno chiamato, non si azzardino a farlo“. Fassone dovrà far ricorso a tutta la sua diplomazia per riallacciare i rapporti con le ex colonne del Milan, oltre ad Albertini e Costacurta circola il nome di Massimo Ambrosini. Il Milan ha bisogno del suo passato glorioso per guardare al futuro, un passato difficile da ripetere, certo sarà difficile far peggio di questi ultimi quattro anni.

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