Pescara-Inter 1-2: analisi della partita

Pubblicato il autore: Lorenzo Siggillino Segui
Joao Mario, schierato da De Boer a centrocampo in Pescara-Inter. Esordio del portoghese in Serie A

Joao Mario, schierato da De Boer a centrocampo in Pescara-Inter. Esordio del portoghese in Serie A

Il primo posticipo della 3a giornata di Serie A, la partita tra Pescara ed Inter, finisce con il risultato di 1-2. Al vantaggio dei padroni di casa, replica Icardi con una doppietta nel finale. Oddo può godersi il bel gioco dei suoi, ma non può che rammaricarsi di fronte alle tante occasioni sprecate. Il Pescara è arrivato diverse volte a tu per tu con Handanovic e De Boer avrà molto da lavorare sulla sua difesa e sulle transizioni. Da registrare un miglioramento dell’Inter nella costruzione delle azioni offensive.

Pescara-Inter: Analisi Pescara

La formazione abruzzese sta sorprendendo tutti. Quattro punti in tre partite (frutto anche della vittoria a tavolino assegnata in Sassuolo-Pescara), ma non sono i risultati a meravigliare. Il Pescara arrivava alla sfida contro l’Inter con una media del 53% di possesso palla nelle prime due giornate di Serie A, dove gli avversari si chiamavano Napoli e Sassuolo. I ragazzi di Oddo sono riusciti a mantenere il controllo del pallone contro due formazioni che sono maestre in questo e anche con l’Inter la personalità non è mancata. Il Pescara non ha paura di giocare, anzi si è dimostrato sfrontato e coraggioso, merito di un piano partita basato sul fraseggio corto e il movimento senza palla. Fondamentali i due laterali, Zampano e Biraghi, nel dare sempre uno sfogo alla manovra una volta che l’Inter arrivava a chiudere gli spazi centrali. Importantissimo Brugman in fase di costruzione dell’azione: l’ex Palermo tocca un’infinità di palloni e non sbaglia quasi mai il ritmo, interpretando bene la gara. Benali, Caprari e Verre sono il vero segreto di questa formazione, i tre sanno fare tante cose, le fanno bene e al momento giusto. Quando i neroazzuri vanno in pressione nella metà campo abruzzese, i difensori riescono sempre a trovarli sulla linea di passaggio lasciata a disposizione. Loro tre effettuano sponde a ripetizione, lasciando la palla a chi ha la possibilità di guardare il campo, ma soprattutto sono i primi ad attaccare la profondità quando c’è necessità di creare lo spazio. Gli attaccanti di Oddo non hanno timore ad accelerare, dribblare e cercare fraseggi corti ed ambiziosi.
Questo Pescara ha ricordato forse l’Empoli di Sarri: gioco entusiasmante ed organizzazione perfetta, però sotto porta manca un pochino di concretezza.

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Pescara-Inter: Analisi Inter

Cambia piano piano l’Inter di De Boer, ma intanto si può essere soddisfatti per la prima vittoria in campionato, anche il primo successo per il tecnico in Serie A. La fase offensiva è spesso in grado di mettere in allarme la difesa del Pescara, ma quando la sfera è nei piedi degli avversari i neroazzurri vanno spesso in difficoltà. Tante occasioni troppo nitide per il Pescara, questo è ciò che farà maggiormente riflettere De Boer, che se vuole raggiungere risultati importanti deve dare sicurezza al reparto difensivo. La costruzione della manovra migliora, soprattutto grazie all’ispirazione di Joao Mario e Banega. I due centrocampisti sembrano quelli che hanno interpretato nel modo migliore le consegne dell’allenatore: entrambi riescono ad alternare passaggi orizzontali e verticali, trovando Icardi con tempi giusti ed andandosi a proporre per il tocco di ritorno. Meno inseriti nel sistema Perisic e Candreva, protagonisti nella sfida con il Pescara solo in situazioni di partita fuori dagli schemi tattici di De Boer. La manovra dei neroazzurri riesce ad innescarli solo a tratti, ma loro quando chiamati all’opera dimostrano comunque di poter impensierire la retroguardia del Pescara. Probabilmente, con maggiore allenamento anche gli esterni d’attacco troveranno la loro posizione e saranno in grado di interpretare al meglio quello che il tecnico richiede.
Fase difensiva preoccupante, in situazioni di palla persa troppo spesso l’attacco abruzzese ha la possibilità di puntare Miranda, Murillo o uno dei terzini, all’altezza del limite dell’area. De Boer dovrà lavorare sulla transizione difensiva, in modo da ridurre lo spazio che i difensori devono coprire senza l’aiuto dei compagni.

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