Roma: continua la lite tra Sabatini e Corvino

Pubblicato il autore: Eugenio Usai Segui

Roma, allenatore e squadra si preparano a voltare pagina dopo la sconfitta in casa della Fiorentina: c’è da affrontare un rinvigorito Crotone che ha guadagnato il suo primo punto in serie A contro il Palermo; perciò Spalletti e i suoi uomini dovranno stare attenti e non sottovalutarlo troppo. Stessa cosa non si può dire dei Ds di Roma e Fiorentina: Sabatini e Corvino, che a due giorni dalla sfida si lanciano ancora attacchi a parole.

Corvino attacca Dzeko, Sabatini lo difende

Causa delle scintille dei due uomini di mercato è l’attaccante bosniaco, o meglio, l’episodio che lo ha visto protagonista. Durante la partita il centravanti è stato steso in area di rigore da Tomovic: rigore netto non fischiato da Rizzoli, e in seguito Corvino lo ha definito come un “simulatore che si butta spesso in area“. La replica di Sabatini è stata immediata e carica di risentimento: “un pietosissimo caso di incontinenza verbale. Dzeko è un giocatore di lealtà sportiva assoluta”. Botta e risposta fatti, la faccenda dovrebbe fermarsi qui. Invece no. Corvino ha rincarato la dose, anche seppur con evidente ironia: «Viste la mia età e quella di Walter ci sarebbe da preoccuparsi se avessimo altre forme di incontinenza che richiamino al pietismo ma che ancora non si intravedono, almeno per me… Pietismo è invece perdere e dare la colpa a episodi discutibili». Sulla discutibilità dell’episodio accaduto a Firenze ci sono dubbi, ma si può anche dare ragione al fatto che Sabatini si stia attaccando agli eventi negativi della partita per lenire una sconfitta assurda che difficilmente si immaginava nel corso del match. Piuttosto è meglio valutare l’attaccamento che prova il Ds romanista nei confronti dei suoi giocatori, che per i quali è sempre sceso in prima linea per difenderli, come se fosse più un tecnico che un direttore sportivo.

Rivali di mercato

Sabatini e Corvino hanno molto in comune: entrambi sono tra i migliori cacciatori di talenti della serie A e prediligono la scelta di giovani promettenti, che spesso si sono trasformate in solide realtà. Basta un elenco dei campioni che hanno scoperto per rendersene conto. Sabatini ha portato alla ribalta gente come Kolarov, Ilicic, Hernandez, Pastore, Darmian, Liechtsteiner, Lamela, Marquinhos e Manolas. Corvino, partendo dall’ultimo, Diawara, è conosciuto maggiormente per i talenti scoperti nel Lecce e per l’occhio di riguardo su quelli nati nei Balcani: Ledesma, Vucinic, Bojinov, Chevanton; poi quelli portati alla Fiorentina: Jovetic, Ljajic, Nastasic, Babacar. Stiamo parlando di due occhi molto allenati e quasi infallibili, che però nelle loro lunghe carriere di osservatori non hanno mai parlato tanto l’uno e dell’altro, benché si sia ipotizzato un rispetto reciproco, forse anche dopo la faccenda di mercato della mancata cessione di Borja Valero ai giallorossi. Rapporto di sana rivalità e con zero strascichi di vecchi affari, dunque, almeno fino a domenica, dove è nata una spiacevole diatriba che potrebbe compromettere i loro rapporti futuri e magari creare qualche asperità tra le relazioni delle due società. Quel che è certo è che tali liti dovrebbero rimanere nel silenzio ed evitare di influenzare gli equilibri delle proprie squadre, soprattutto quando esso manca così tanto a Roma e Firenze.

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