Roma, gli episodi di Firenze nel dettaglio: sicuri che si tratti di scippo?

Pubblicato il autore: Raffaele La Russa Segui
spalletti roma sabatini
In casa Roma si discute ancora sul rigore non concesso a Dzeko e sul gol in fuorigioco che ha consentito alla Fiorentina di vincere la partita, proprio contro la squadra di Spalletti.

Radio locali, stampa romanista e tifosi al bar: tutti d’accordo nell’urlare il loro disappunto per il torto subito. 

Ovviamente non tutti sono d’accordo, in special modo a Firenze, e Pantaleo Corvino, da esperto Direttore Sportivo quale è, ha riacceso la polemica provocando i romanisti,  affermando che Dzeko è un tuffatore e che il rigore ovviamente non c’era.

Non si è fatta attendere la risposta romanista e Walter Sabatini – anziché parlare di calcio – ha risposto ineveendo contro Corvino definendo quest’ultimo “pietoso”.

Tralasciando la polemica stucchevole fra due uomini di calcio che dovrebbero stemperare le polemiche anziché aizzarle, proviamo a dare una chiave di lettura regolamentare diversa da quelle sentite in questi due giorni e cercare di spiegare perché gli episodi lamentati dalla Roma non siano stati così penalizzanti o scandalosi.

Partiamo dal presunto rigore negato a Dzeko: dalle immagini pare abbastanza evidente che sia Tomovic che Dzeko guardano la palla provenire dall’alto e che nel momento in cui le gambe dei calciatori si toccano il centravanti è già in caduta libera.

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Esclusa la volontarietà del presunto fallo, al massimo se proprio qualcosa poteva essere concesso alla Roma nell’occasione, doveva essere un calcio a due in area.

Francamente non si comprende la presa di posizione di Spalletti che parla di “tramvata” subita da Dzeko e non si comprende neanche la chiave di lettura di tutti quelli che parlano di “rigore netto”.

Non ci può essere volontarietà nel fallo e nemmeno il fallo stesso, ma al massimo un danno procurato involontariamente e quindi punizione a due in area ma mai calcio di rigore.

Altrimenti, applicando lo stesso concetto chiesto dai romanisti, anche Strootman doveva essere espulso per una gomitata in faccia a Ilicic. Anche in quella occasione entrambi i calciatori guardavano in alto la palla spiovere e Strootman non può essere accusato di aver commesso un fallo volontario pur avendo colpito lo sloveno.

Come mai a Roma, che sono così attenti e pronti a inneggiare allo scandalo con tanto di titoloni “Roma scippata a Firenze” nessuno ha aperto bocca in merito?

Bene ha fatto quindi l’arbitro Rizzoli a sorvolare sull’episodio.

Passiamo al gol di Badelj con fuorigioco di Kalinic.

A Roma si è gridato alla scandalo, ma in realtà scandalo proprio non è dato che su questa regola la Uefa e la Fifa sono in netto disaccordo e l’AIA ha lasciato agli arbitri la discrezionalità di valutare l’episodio.

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Pubblichiamo questa foto per spiegare meglio la regola: secondo il regolamento Uefa Kalinic, essendo in fuorigioco e partecipando in maniera attiva al gioco aprendo le gambe e consentendo al pallone di passare, ne determina l’annullamento della rete.

Secondo la Fifa, invece, il gol è regolare in quanto Kalinic, pur essendo in fuorigioco non ostruisce la visuale del portiere giallorosso che in effetti si tuffa senza però riuscire a raggiungere l’angolatissimo tiro di Badelj.

Si vede chiaramente dalla foto come il portiere polacco abbia tutta la visuale libera davanti a sè e quindi la posizione di fuorigioco, seppur attiva di Kalinic, non inficia la rete.

Rizzoli, invece, in quanto tesserato AIA, poteva liberamente interpretare la regola e poteva scegliere di annullare o convalidare, come poi di fatto ha convalidato il gol.

Non si comprendono, quindi, le proteste dei romanisti nei confronti dei viola che nulla c’entrano su questioni regolamentari.

Sarebbe giusto ricordare agli splendidi e appassionatissimi tifosi romanisti che nel calcio si può anche perdere ed accettare le sconfitte allo stesso modo delle vittorie e che, nella peggiore delle ipotesi e se proprio non ci riescono, potrebbero pensare che alla Fiorentina è stato restituito ciò che un clamoroso fallo di mano in area di De Rossi non sanzionato col calcio di rigore aveva tolto, e con esso anche la possibilità di partecipare alla Champions League il cui posto andò al “Milan dei rigori di Balotelli”.

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