Roma, Iturbe ancora un punto interrogativo

Pubblicato il autore: Lorenzo Matricardi Segui

Iturbe

La stagione in corso è la terza di Juan Manuel Iturbe con la maglia della Roma. Acquistato dal Verona per 22 milioni di euro nell’estate del 2014 – tutt’ora l’acquisto più costoso dei giallorossi dall’insediamento degli americani – e strappato alla Juventus all’ultimo momento, il giocatore era stato accolto nella capitale con grande entusiasmo dai tifosi, certi che il giovane attaccante potesse fare la fortuna del club per diversi anni a venire. Le aspettative dei sostenitori giallorossi sono state però disattese e Iturbe non è mai riuscito a dimostrare si possedere il talento che aveva lasciato intravedere nella fortunata stagione con il Verona, quando aveva conquistato tutti a suon di assist e gol.

In 42 presenze con la maglia della Roma il numero 7 ha segnato solamente 3 reti (anche se due di straordinaria importanza contro Juventus e Lazio) e, oltretutto, sembra essere entrato in un tunnel di confusione e insicurezza dal quale non riesce a uscire. La Roma ha provato ad alleggerire la pressione sul giocatore spedendolo in prestito al Bournemouth nel gennaio scorso, ma anche lì il giocatore non ha lasciato il segno, collezionando solamente due presenze. Ogni volta che viene schierato in campo Iturbe dimostra tanta grinta e un’inesauribile voglia di dimostrare il suo talento, ma le sue buone intenzioni vengono sempre vanificate dalla troppa foga e da una confusione mentale e tattica facilmente percepibili.

Anche nel match di Europa League di ieri sera, contro la modesta formazione dell’Astra, il paraguaiano non è riuscito a sfruttare l’ennesima occasione concessagli, cedendo alla solita irruenza e dimostrando troppa insicurezza nelle occasioni topiche. A questo punto molti si chiedono cosa sia realmente a bloccare un giocatore dotato di un talento indiscutibile e se mai riuscirà a superare questo momento difficile. Le occasioni di rimettersi in carreggiata purtroppo non saranno infinite e prima o poi Iturbe dovrà decidere se fare un salto di qualità o entrare nella poco ambita categoria delle “eterne promesse”.

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