Roma, squadra nuova e problemi vecchi: urgono soluzioni dopo il ko di Torino

Pubblicato il autore: luca giannuzzi Segui

spalletti simbolo crisi roma
Non è proprio l’andamento che tifosi e dirigenza si aspettavano dalla nuova Roma di Luciano Spalletti: dopo un mercato senza botti, la squadra stenta sia in campionato che in Europa, vittima di una preoccupante crisi di risultati.

ROMA – Se il tonfo con la Fiorentina ha trovato giustificazione nella sfortuna, il brutto ko rimediato a Torino getta squadra, dirigenza e tifosi nello sconforto. Distante cinque lunghezze dalla Juventus capolista, la Roma ha vissuto le prime sei giornate di campionato di alti e bassi, tendenza accentuatasi in maniera preoccupante nelle ultime settimane. Premesso che questo sia un problema psicologico ben radicato nei giocatori sin dai tempi della gestione Garcia, la sconfitta patita dai granata di Mihajlovic ha acceso ben più di un campanello d’allarme: le disattenzioni difensive, i continui cambi di modulo e il poco equilibrio sono emersi pericolosamente, condannando la squadra giallorossa ad una disfatta.

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Sebbene quest’anno il Torino sia attrezzato per imporsi come rivelazione del campionato, la Roma non può permettersi cali del genere, in particolare se l’obbiettivo fosse quello di lottare alla pari con Juventus e Napoli per lo scudetto. Spalletti, conscio dei difetti della propria squadra, è al lavoro per risolverli, ma soprattutto per dimenticare velocemente una domenica in cui solo Totti e Szczesny hanno meritato la sufficienza: da Florenzi a Bruno Peres, da Dzeko a De Rossi e Salah, sono stati molteplici gli errori in fase d’impostazione e concretizzazione, ma soprattutto in fase difensiva, dove anche Manolas e Fazio hanno traballato.

Adesso la Roma è chiamata al riscatto sia in Europa League, dove è reduce dal negativo pari sul campo del Viktoria Plizen, che in campionato, dove Inter (subito) e Napoli (dopo la sosta) attendono i giallorossi. Il calendario sembra proibitivo, ma forse la soluzione per Spalletti esiste già: rispolverare qualche elemento finito nel dimenticatoio (Iturbe, El Sharaawy, Paredes), creare un’identità tattica, e soprattutto lavorare sulla testa degli attuali titolari, infondendo loro la mentalità vincente vista negli ultimi sei mesi della scorsa stagione.

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