Romagnoli: “Chelsea? Il no del Milan mi ha fatto ancora più piacere”

Pubblicato il autore: Gianfranco Mairone Segui

Campionato di Calcio Serie A TIM 2015/2016 2 Giornata Milano - 29.08.2015 Milan-Empoli Nella Foto:Alessio Romagnoli /Ph.Vitez-Ag. Aldo Liverani

 

Uno degli uomini mercato di questa sessione estiva è stato senza dubbio Alessio Romagnoli, corteggiato dal Chelsea di Antonio Conte. Nonostante il tentativo degli inglesi è arrivato il no categorico del club rossonero, che si è detto non disposto a cedere la sua pedina centrale nell’undici di Vincenzo Montella. Proprio l’ex difensore romano ha rilasciato una lunga intervista alla Gazzetta dello Sport, dove tocca vari temi tra campo, mercato e panchina. Ecco le sue dichiarazioni, partendo dalla proposta degli inglesi: “Il Chelsea è uno dei migliori club al mondo e quindi la loro offerta mi ha fatto piacere, ma il no del Milan mi ha fatto ancora più piacere. Certo che sono orgoglioso, e ora ho un motivo ulteriore per dare ancora di più. Orgoglio e stimolo, ecco le due parole chiave. Sono felice di essere rimasto. Spero di restare il più a lungo possibile, perché tengo a questa maglia e qui voglio vincere qualcosa”.

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Il Milan non può fallire ancora l’entrata in una competizione europea: “Questa è la base di partenza, di qualsiasi Europa si tratti, ma purché sia Europa. Non è possibile vedere il Milan per tre anni fuori dal giro. E’ qualcosa che fa rabbia, così come ha fatto rabbia perdere la Coppa Italia. Il calcio però è fatto di cicli e occorre del tempo per tornare al top. Non si torna a vincere dall’oggi al domani. Ai tifosi chiedo di darci fiducia: sono stati anni brutti, di sofferenza, ma dobbiamo venirne fuori. Questo sarà l’anno buono”.

Sulle aspettative enormi che la coinvolgono: “Per fortuna ho solo 21 anni e quindi ci sono molti margini di crescita. Credo di dover migliorare nel tenere la concentrazione per 90’, e nella marcatura, che dovrebbe essere più stretta. I pregi sono l’intuito tattico e la freddezza caratteriale. Se soffro la pressione di indossare il numero di Nesta? Per quanto riguarda la maglia, non sento pressione ed è una scelta che rifarei. E alle etichette di ‘Mister Milione’ non ci penso proprio. Comunque chissà, magari l’anno prossimo arriviamo a 60 (ride, ndr). Berlusconi? Ho avuto la fortuna di conoscerlo, so che per me ha fatto un investimento importante, ma io non mi sento un punto fermo. Qui siamo tutti in discussione. E comunque se dopo questo mercato il gruppo è rimasto più o meno lo stesso, significa che siamo forti e il club conta su di noi. D’altronde abbiamo dato tanti giocatori alle nazionali: vuol dire che lavoriamo bene”.

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Sull’apporto di Mihajlovic per l’inizio della sua carriera: “Per me Mihajlovic è stato fondamentale, mi ha voluto alla Samp e mi ha fatto giocare a 19 anni. Sono maturato molto in quel contesto. Il suo esonero al Milan non se lo aspettava nessuno. Ma sono scelte del club. Differenze principali fra Sinisa e Montella? Uno urla di più, è più irruento, ma non crediate che Montella sia morbido… Scherzi a parte, sono entrambi allenatori equilibrati. Una differenza tattica è che con Montella l’azione deve obbligatoriamente iniziare da dietro. E fare ripartire l’azione col pallone fra i piedi è la cosa che mi piace di più. L’anno scorso non riuscivamo, forse ci mancava coraggio”.

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