Sampdoria, marinai blucerchiati teniamo la barra dritta. Giampaolo nelle prime sei dello scorso anno…

Pubblicato il autore: Matteo Rosagni Segui

In un ambiente, quello blucerchiato, già esasperato, c’è necessità di ritrovare la calma perduta. Marco Giampaolo ha bisogno di tempo e fiducia per traghettare la Sampdoria dove merita ed i tifosi sampdoriani devono ritrovare serenità per aiutare i ragazzi che scendono in campo

I tifosi della Sampdoria (Luca Ghiglione / Emblema

I tifosi della Sampdoria (Luca Ghiglione / Emblema)

E’ sempre difficile riuscire a digerire quattro sconfitte consecutive: chi tifa per un club, chi ama una maglia ed i colori su di essa impressi, non riesce a tollerare che altre compagini abbiano il sopravvento, per quattro volte di fila, su quella del proprio cuore. E’ normale ed i malumori settimanali ne sono la diretta conseguenza. Sono convinto, radicalmente convinto, che il cuore debba essere il muscolo principale col quale si segue uno sport, questo però non deve prendere il sopravvento sul cervello e la razionalità deve quindi sempre e comunque mitigare la passione. Questo per non creare vortici di disperazione che altro non possono fare che avere effetti ancor più negativi sulla squadra, la Società e l’ambiente tutto.

Eppure, ancora una volta, a Genova, sponda blucerchiata, sta accadendo proprio questo: tifosi già esasperati, al limite del grottesco, chiedono la testa di Mister Marco Giampaolo, invocano un assurdo ripulisti dello spogliatoio ed inveiscono contro i vertici societari, rei di colpe non ben precise, tra cui l’esclusione di Antonio Cassano che ora, secondo alcune menti illuminate, potrebbe risultare essere il deus ex machina in grado di dare una svolta alla stagione – appena iniziata – della Sampdoria. Beninteso, io stesso ho sempre pensato e detto che lasciare fuori rosa il talento di Bari Vecchia fosse un grosso errore, l’unico che personalmente ritengo essere stato commesso da Massimo Ferrero e soci da Maggio ad oggi, ma non è comunque possibile pensare che da solo avrebbe evitato questa situazione né che da solo possa aiutare Capitan Regini e compagni ad uscirne.

“Quest’anno finiamo in B” è il leitmotiv che accompagna numerose chiacchiere da bar sport, tra un bianchetto ed un toccu de fugassa. Premature considerazioni degne del miglior muguno genovese. Marco Giampaolo, la scorsa stagione, con l’Empoli raccolse soltanto 4 punti nelle prime sei gare, con una rosa sì più modesta di quella della Samp attuale, ma pur sempre la stessa rosa che a fine campionato marcava 46 punti in classifica, rappresentanti un decimo posto, davanti a squadre ben più quotate, sulla carta, quali Genoa, Torino o la stessa Sampdoria. Diamogli tempo. Inviterei tutti poi ad analizzare, lucidamente, come sono maturate quelle oramai famigerate, maledette, quattro sconfitte consecutive. Cominciamo innanzitutto a dire una cosa: in quelle quattro gare, allo scoccare del novantesimo minuto, i ragazzi di blucerchiato vestiti erano tutti stanchi, con la maglia madida di sudore e sui loro volti si leggeva sincera amarezza per l’esito della gara: da quanto tempo non si vedeva una mentalità del genere? Tifiamo Sampdoria e ben sappiamo che questo atteggiamento, questo approccio alle gare, è la prima cosa che deve avere chi indossa la nostra maglia e il merito dell’averlo finalmente ritrovato va dato, principalmente, proprio a Mister Giampaolo.

Passiamo al calcio giocato: a parte a Bologna, dove i tortellini sono rimasti indigesti per merito dei rossoblu e demeriti dei blucerchiati, contro Roma, Milan e Cagliari le sconfitte sono state tutte immeritate. A Roma uno Dzeko da oscar ha conquistato un rigore inesistente, contro il Milan a Genova Barreto s’è visto annullato una rete valida e Milan Skriniar, comunque bravo calciatore e lo sta dimostrando, s’è improvvisato tesserato milanista, forse ingannato dall’omonimia coi rossoneri, servendo un assist a Bacca. Infine, in terra sarda, il comunque sempre ottimo Viviano, colto da follia, ha combinato quel che ha combinato. Mancano almeno 3 punti, persi così. Forse 5, se vogliamo immaginare una vittoria contro il Milan, ma restiamo modesti e diciamo tre. Tre punti che catapulterebbero la Sampdoria in ben altre posizioni di classifica, tre punti che cancellerebbero in un sol colpo ogni malumore. Tre punti lasciati per strada a causa di ingiustizie subite e momenti di follia, che andrebbero evitati, ma sui quali comunque non si possono imbastire processi degni della Santa Inquisizione.

Le prime quattro prestazioni stagionali sono state ben più che convincenti, poi un calo fisiologico e ancora un prestazione inferiore alle prime quattro, ma comunque buona: la media è sufficiente, più che sufficiente. Se nel rendimento complessivo della squadra ci sono alti e bassi, comunque, è bene sottolineare che in Estate la rosa blucerchiata è stata profondamente modificata, ringiovanita con innesti di probabile splendente avvenire, ma provenienti da campionati molto differenti da quello italiano: un esempio su tutti è Dennis Praet, vero gioiellino di proprietà della Sampdoria che molto presto dimostrerà tutto il suo valore, ma che fino al mese scorso giocava nella massima serie belga, ben differente dalla nostrana Serie A, sul piano tecnico, tattico, del gioco e dell’ambiente. Ricordando infine che due delle quattro sconfitte sono maturate in trasferte che, per motivi ancora oscuri, sono da anni tra le più ostiche per i colori blucerchiati, Bologna e Cagliari, abbiamo un quadro che dovrebbe rassicurare, più che demoralizzare, fermo restando le normali arrabbiature di chi vede i propri colori soccombere così.

Domenica allo “Stadio Luigi Ferraris” di Marassi arriverà il Palermo, compagine agguerrita e determinata a conquistare punti, ma alla nostra portata: marinai blucerchiati, manteniamo la barra del timone ben dritta, ricominciamo dalla gara contro i rosanero per ritrovare la serenità perduta e ricordiamoci sempre che noi sosteniamo la Sampdoria là là là là là… …chi non la fa!

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