Serie A: Il Bologna si prepara ad affrontare il Cagliari, con qualche incertezza inaspettata!

Pubblicato il autore: andrea nervuti Segui

we are oneSono passati 9 giorni dalla tremebonda sconfitta piemontese e soltanto 6 dalla chiusura del mercato. Inutile ribadire come molti cuori rossoblu si aspettassero qualcosa di più da questi ultimi 10 giorni, soprattutto dalla cosiddetta “deadline” di fine trasferimenti. Stava per arrivare Cerci, bloccato solo dal parere dei medici (troppo lunghi i tempi di recupero previsti per l’ala dell’Atletico Madrid) mentre da Verona sono approdati in Emilia Filip Helander (scambio alla pari con Cherubin) e Federico Viviani ( prestito con diritto di riscatto). A questi va aggiunto il portiere Gomis (ex Cesena, arrivato via Toro), una soluzione d’emergenza adottata all’ultimo momento visti i gravi problemi fisici capitati a Mirante. A proposito: in bocca al lupo Antonio, ti aspettiamo presto!

Al netto dei precedenti acquisti (Sadiq, Torosidis, Dzemaili,Verdi, Krejci, Nagy e Di Francesco) sulla carta questo Bologna pare equivalersi al precedente. È chiaro che le uscite in casa felsinea (da Brienza a Rossettini, passando ovviamente per Diawara e Giaccherini) hanno creato un piccolo foro nell’entusiasmo bolognese, ma come recitato da un Marco Di Vaio un po’ stizzito, “sarà il campo a parlare!”.

Giusto, ed io voglio crederci. Ora, analizzandola a mente fredda, questa risulta una rosa piena di giocatori dallo spessore internazionale. O meglio, ci sono dodici forse tredici calciatori stabilmente richiamati in patria durante gli impegni delle rispettive nazionali, e non posso pensare che nonostante il mancato “top player” (oh, tra virgolette eh!) la squadra non riesca a migliorare il piazzamento della stagione precedente. Fenucci in merito è stato molto chiaro: ”Abbiamo un piano pluriennale. Il Bologna pian piano dovrà esser in grado di camminare con le sue gambe senza contare sulla disponibilità della famiglia Saputo. Cresceremo gradualmente fino al 2018, quando probabilmente potremo permetterci qualche giocatore di spessore e potrem puntare molto più in alto. Al momento l’ obbiettivo è quello di fare un punto in più rispetto all’annata passata”.

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Il presente però, richiede un’ analisi completa e dopo la vittoria all’esordio contro il Crotone e la sonante debacle torinese, è tempo di puntare dritti al match interno contro il Cagliari. I sardi sono una buona formazione, piena di entusiasmo e reduce dal bel pareggio contro la Roma di Spalletti, ma francamente il Bologna dovrà impostare un match atto a portare a casa i tre punti. Il Dall’Ara dovrà tornare ad esser il teatro dei successi sui quali basare la stagione, ed una neopromossa (seppur pericolosa) dovrà esser subito aggredita per borseggiare la vittoria.

Ipotizzo questo “starting eleven”, chiaramente seguendo il canovaccio del 4-3-3 Donadoniano:

DaCosta; Krafth – Marios (nonostante le critiche) – Gastaldello –Masina; Taider – Pulgar – Dzemaili; Krejci – Destro –Verdi.

Non escludo che possano esserci sorprese, come per esempio Nagy dal primo minuto (considerato il più grande talento magiaro degli ultimi 30 anni) oppure Viviani già pronto in cabina di regia. Tuttavia, resto curioso di sapere dove giocherà Donsah una volta recuperato al 100% e se il talento dell’ under 21 Di Francesco troverà mai spazio sin dall’inizio. Devo esser sincero, questa è l’unica mezza critica che muovo al club: tanti giocatori molto validi in prospettiva, ma che al momento si piazzano sullo stesso livello. Non esistono titolari ( se non per tre barra quattro ruoli) e la concorrenza spietata a volte toglie qualche garanzia persino a chi deve scegliere.

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Ormai il tempo è finito, le chiacchiere stanno a zero e domenica (tra un tortellino e l’altro, visto l’orario) sarà già tempo di maturità!

 

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