Torino-Roma: ecco i cinque migliori ex delle due squadre

Pubblicato il autore: Marco Roberti Segui

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Torino-Roma
è una partita che evoca grandi ricordi, la storia del calcio italiano, due tra le squadre più affascinanti e ricche di storia nella nostra penisola. E di tanti grandi giocatori in comune. Se domenica sera solamente Bruno Peres tra i giallorossi e Bovo nei granata possono dire di aver vestito entrambe le maglie, scopriamo quali sono stati i migliori cinque giocatori ad aver lasciato un segno sia sotto il Colosseo, sia sotto la Mole.

5) Ruggero Rizzitelli: attaccante che ha giocato a cavallo tra gli anni ’80 e gli anni ’90. Non molto alto, era un attaccante esterno con buona tecnica e velocità. Arriva alla Roma nel 1987, molto giovane, a 21 anni. Si distingue vincendo una coppa Italia nel 1991 e andando vicinissimo a vincere la coppa Uefa lo stesso anno. Ma contro l’Inter in finale la Roma perde, nonostante il suo gol nella finale di ritorno. Ma è al Torino, dove si trasferisce all’inizio della stagione ’94-’95 che raggiunge medie-gol da grande attaccante. In due anni e 60 presenze realizza ben 30 gol, di cui 19 nella prima stagione in granata quando arrivò sul podio della classifica cannonieri dietro solo agli argentini Balbo e Batistuta.

4) Alessio Cerci: esterno d’attacco ed eterna promessa del vivaio della Roma, mai sbocciata definitivamente. Grande talento palla al piede e mancino educatissimo viene spesso aggregato alla prima squadra, prima di arrivarci definitivamente, dopo aver girovagato in prestito, nel 2009. Ranieri però lo vede poco facendolo giocare soprattutto in Europa League così il ragazzo si demoralizza e si trasferisce a Firenze. Ma neanche nel capoluogo toscano impressiona, così nel 2012 passa al Torino dove rimarrà due stagioni. Ed è soprattutto nella seconda che si fa notare: con Giampiero Ventura in panchina e Immobile come partner d’attacco Cerci vola sulla fascia segnando gol a raffica, distribuendo preziosi assist e trascinando la squadra alla conquista di un posto in Europa League. Ceduto al termine della stagione all’Atletico Madrid, non compirà il salto di qualità previsto, tornando in Italia per esperienze al Milan e Genoa.

3) Roberto Muzzi: nato a Marino, vicino Roma, cresce nelle giovanili giallorosse. In prima squadra arriva nel 1989 quando esordisce in serie A e rimane fino al 1993. Ancora acerbo non riesce a sfondare nella capitale mettendo insieme 50 presenze e solo 6 gol. si farà conoscere in giro per l’Italia in seguito soprattutto con le esperienze al Cagliari e all’Udinese, dove nonostante la continuità in fase realizzativa non entrò mai nel giro della nazionale, arrivando al massimo all’under 21(ma era un’epoca d’oro per quanto riguarda gli attaccanti azzurri). Nella parte finale della sua carriera tenta l’esperienza granata: nel 2005-2006 porta il Torino in serie A, segnando anche nel playoff con il Mantova e rimane anche la stagione successiva, lasciando un bel ricordo.

2) Enrico Annoni: difensore di grande corsa e temperamento degli anni ’90. Arriva proprio nella stagione ’90/’91 alla corte di Mondonico e subito la tifoseria lo soprannomina “Tarzan” Annoni per i suoi capelli lunghi e selvaggi. In granata rimane quattro stagioni collezionando oltre 100 presenze e anche una coppa Italia nella stagione 1992-1993. Passa poi alla Roma di Carletto Mazzone dove gioca per tre stagioni prima di tentare l’esperienza all’estero, in Scozia.

1) Francesco Graziani: personaggio sanguigno, simpatico e conosciutissimo nel calcio italiano, forse addirittura più per le sue attività extrasportive che per i suoi meriti sul campo. Che però è sempre bene ricordare perché sono tantissimi. Attaccante generoso e dedito alla causa, Graziani trascorre 8 anni al Torino dove, in coppia con Paolo Pulici, forma il duo dei gemelli del gol che porta i granata a vincere il loro ultimo scudetto finora, nel 1976. Dopo una parentesi alla Fiorentina(nella quale vince però il mondiale in Spagna nel 1982, realizzando anche un gol decisivo nei gironi contro il Camerun), passa alla Roma dove milita fino al 1986. Vince in giallorosso due coppe italia e sfiora, nel 1984, la Coppa dei Campioni persa ai rigori contro il Liverpool, proprio all’Olimpico di Roma. Nell’occasione Graziani sbagliò uno dei rigori nella serie finale, ma durante la partita aveva segnato il gol del vantaggio, poi rimontato dagli inglesi.

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