Totti e la Sampdoria: quando Francesco poteva diventare blucerchiato. E alla Samp segnò il suo gol più bello (VIDEO)

Pubblicato il autore: marco benvenuto Segui

“Provammo a prenderlo a titolo definitivo. Io avrei fatto qualsiasi sforzo, e anche di più, per portarlo a Genova, ma alla fine non se ne fece nulla. A dire il vero, non ci ho mai creduto fino in fondo”. A distanza di anni, parlava così Enrico Mantovani, figlio del compianto Paolo, che nel 1997 era presidente della Sampdoria. Racconta di quando Francesco Totti, oggi quarantenne giallorosso a vita, poteva cambiare casacca ….Sliding doors: basta girare un angolo  e il nostro destino cambia.
Pare impossibile, ma nel gennaio del 1997, Totti avrebbe potuto lasciare la sua Roma a causa dei difficili rapporti con Carlo Bianchi, il tecnico di allora che poi avrebbe avuto poca fortuna in giallorosso.
Sempre ricordando  quel periodo, Enrico Mantovani, che allora lavorava sul mercato in tandem con il direttore sportivo Domenico Arnuzzo, dice: «Ricordo benissimo. Dovevamo sostituire Roberto Mancini [andato poi alla Lazio n.d.r.] e pensammo al giocatore della Roma come miglior successore possibile. Il ragazzo aveva appena esordito in nazionale, eppure a Roma non c’era troppa fiducia intorno a lui; noi eravamo reduci dal sesto posto e dalla qualificazione alla successiva edizione della Coppa UEFA. La Roma, invece, si era appena riuscita a salvare».
Attimi con il cuore in gola…“Ci provammo. Francesco non aveva un buon rapporto con Carlos Bianchi, così contattai Sensi per sondare una disponibilità a cederlo. Disponibilità che in un primo momento ci fu. Per noi sarebbe stato un sogno averlo in rosa, sarebbe diventato un simbolo come Mancini: provammo a prenderlo a titolo definitivo. Non posso rivelare quanto mi chiese Franco Sensi, però posso dirvi che trattammo con il procuratore, per capire se la trattativa fosse possibile. C’avevamo visto giusto.”
Totti A raccontare tutta la storia fu proprio Totti in un’intervista concessa a “France Football” rivelando che  aveva “quasi firmato” perchè “Lui [Carlos Bianchi n.d.r.] insisteva affinché me ne andassi”. Carlos Bianchi non era uno qualunque: un passato da punta che segnava gol a ripetizione, un presente da mister vincente, che in tre anni aveva guidato  il Velez Sarsfield di Chilavert e Omar Asad in trionfi su trionfi: tre campionati argentini, una Copa Libertadores, una Intercontinentale vinta contro il Milan. Galeotto, e provvidenziale a questo punto , fu un torneo amichevole a Roma dove i giallorossi affrontarono il Borussia Moenchengladbach e l’Ajax. Tra i  “lancieri” olandesi giocava il finlandese Jari Litmanen che Bianchi considerava un fenomeno: anzi, il torneo era stato organizzato proprio per far respirare l’aria di Roma al fantasista nordico.  In quel torneo Totti giocò benissimo e segnò in entrambe le gare. Alla fine il presidente Franco Sensi non ebbe dubbi e disse: “Francesco non si muove da qui”, chiudendo le porte a Litmanen. Era il 9 febbraio, ad aprile Carlos Bianchi sarebbe stato esonerato dopo una sconfitta con il Parma.
Del resto, alla Sampdoria, sono andati vicini ai grossi colpi come quella volta che , il grande Paolo Mantovani stava andando in auto a firmare il contratto per Roberto Baggio. Durante il viaggio ebbe un malore e così, da imprenditore imprevedibile qual’era, si comprò una villa e lasciò stare Roby Baggio. Ma anche Maradona sarebbe potuto passare alla Samp quella volta che a Corrado Ferlaino, presidente partenopeo che gli chiedeva quanto costasse Vialli, rispose chiedendo il costo di Maradona...E non scherzava!
Il rapporto tra la Sampdoria e Francesco Totti è andato poi avanti negli anni sulla base di un reciproco rispetto anche se il giallorosso non ha mai lesinato reti contro i blucerchiati: accrescendo così il rimpianto. Tuttavia, proprio al Ferraris contro la Samp nel 2006, Francesco Totti ha segnato forse il suo gol più bello come dimostrano le immagini che hanno fermato l’attimo vincente. Una voleè di mancino che fece sobbalzare tutto lo stadio e scattare l’applauso del pubblico di parte doriana.
Poteva andare diversamente? Oggi saremmo qui a raccontare una storia differente: sliding doors.
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