Arbitri: le parole di Nicchi sulla sperimentazione della Var a Torino e Milano

Pubblicato il autore: Luca Ludovici Segui

1591172-nicchi

Finalmente si stanno compiendo i primi passi verso la messa in atto della Var (Video Assistant Referees), la tanto invocata moviola in campo. Ieri in occasione di Torino-Fiorentina e Milan-Sassuolo, è stata provata questa nuova tecnologia senza però interferire sull’andamento della gara. Dal prossimo anno sarà attiva esclusivamente per le gare di Coppa Italia. Queste le parole all’indomani dell’esperimento del presidente dell’Aia Marcello Nicchi:

«È stata una esperienza positiva, l’attendevamo tutti e mi ha anche molto incuriosito. Io ero a Torino insieme a Ivaldi e Rosetti, mentre a Milano, erano presenti Collina, Messina e il segretario Lega serie A, Marchetti. Sono rimasto sorpreso dall’organizzazione che siamo riusciti a mettere in atto».

«Un bell’avvio di un’intesa che può portare a grandi risultati. Bisogna partire subito velocemente, è inutile aspettare due anni, con pochi episodi in cui intervenire, poi strada facendo, presa dimestichezza con le telecamere e il nuovo modo di arbitrare, si può ampliare a 4-6 ambiti, ma sempre a gioco fermo», ha aggiunto Nicchi, intervenuto alla trasmissione radiofonica ‘La Politica nel Pallone’. «In Italia potremmo essere pronti a partire con la Coppa Italia dell’anno prossimo, poi la prima ufficiale a livello internazionale saranno i Mondiali in Russia, ma finché non ci sono le regole non possiamo arbitrare in modo diverso da altri paesi. Finché non ci sarà il protocollo ufficiale, non si può fare»,

«Episodi a Torino? Sono emersi dei punti importanti da questa prima osservazione. Stileremo noi le relazioni all’Ifab. Per la gara di ieri ci sarebbero da fare alcune considerazioni. Io da arbitro in campo avrei agito come ha fatto Calvarese sul primo gol, ha avuto la sensazione di un tocco involontario. Se fossi stato ‘l’arbitro Var’ glielo avrei fatto annullare, perché si vede che il giocatore indirizza il pallone per fare un controllo agevole – prosegue Nicchi – Ieri quello che avrebbe dovuto fare il Var lo ha fatto l’assistente che ha detto all’arbitro che c’era un fallo di mano, ma secondo arbitro era involontario. Con il Var attivo l’arbitro cosa deve far? Credere al Var o no? L’arbitro Var non avrebbe detto all’arbitro di campo annulla il gol, ma avrebbe detto di andare a rivedere l’episodio e probabilmente l’arbitro visionando il monitor in campo avrebbe potuto annullare la rete. I tempi? Nel giro di pochi secondi ti fanno rivedere i tecnici quello che chiedi, ma vanno scritte rapidamente le ‘regole Var’: il fallo dentro o fuori l’area di rigore; una rete segnate in evidente posizione di fuorigioco; se c’è uno scambio di persona, se c’è una evidente simulazione o un evidente fallo non recepito».

«Non ho avuto modo di vere tutti i campi e tutte le partite, però farà parte del gioco, l’arbitro rimarrà sempre la parte essenziale, deciderà quando c’è da fare un discorso di soggettività dell’intervento. Per cose chiare sarà un beneficio sicuramente che verrà apportato alla direzione arbitrale, ma rimane il fatto che in campo alcune cose le determina la sensazione dell’arbitro in campo, sensazioni che non senti in tribuna o davanti ad una telecamera. Spero che la tecnologia aiuti gli arbitri -ha aggiunto Nicchi – ma che ce ne sia poco bisogno. Vedremo strada facendo, tutti siamo curiosi di vedere quanto beneficio apporterà quando verrà introdotta»

  •   
  •  
  •  
  •