AS ROMA: la rescissione di Sabatini e la fine delle scusanti

Pubblicato il autore: Mario Tommasini Segui

as roma sabatini rescissione 2016

Addio ufficiale di Walter Sabatini con comunicato sul profilo twitter della AS Roma

Tanto tuonò che piovve. Alla fine la prevista divisione tra il direttore sportivo Walter Sabatini e la AS Roma è arrivata. Sabatini se ne va, con annuncio social a partire da domani, 7 ottobre.
Sempre domani è prevista la conferenza stampa alle 13 a Trigoria.

La Società

Le reazioni della società sono affidate al sito ufficiale nel quale come di rito, in asettico stile di comunicato stampa si può leggere “L’AS Roma ringrazia Walter Sabatini per il lavoro svolto in questi cinque anni e gli augura il meglio per il futuro.”
Stessa fonte per le parole del Presidente USA: “Vorrei ringraziare Walter per quello che ha fatto per la Roma e per la sua dedizione nei confronti del nostro Club – ha affermato il Presidente dell’AS Roma James Pallotta -. Vorrei anche ringraziarlo per tutto quello che ho imparato da lui. Smetti di fumare per favore!”.
articolo originale
La direzione sportiva verrà affidata a Frederic Massara, fino ad oggi collaboratore di Walter Sabatini. Potrebbe essere la scelta definitiva ma probabilmente non lo sarà.

Leggi anche:  Torino, "quarto d'ora granata" sostituisca "quarto d'ora da stupidi"

Le reazioni dei tifosi

Non era difficile prevedere una reazione immediata alla notizia.
Rispondendo al detto post di Twitter oppure sui propri profili social, è stato un susseguirsi di commenti, con una certa predominanza per la soddisfazione per l’allontanamento, per una volta consensuale e senza strascichi economici, del direttore sportivo.
Le dichiarazioni e i propositi di addio del finale della scorsa stagione non avevano bendisposto i giallorossi, in società e nei tifosi.
L’ultima campagna acquisti con molte scommesse da vincere e un inizio di stagione non certo positivo hanno fatto il resto. Domani si sapranno le motivazioni ufficiali del “gesto”.

“Colpe” ed eredità del direttore sportivo

Walter Sabatini se ne va dopo 5 anni, l’ultimo ad aver “resistito” nel continuo rimescolamento societario attuato dalla proprietà americana. Uomo simbolo del calciomercato “dinamico”, per sua stessa ammissione, è stato spesso accusato di operare per il solo intento di far quadrare i conti. In effetti il turnover dei giocatori in casacca giallorossa è stato senza precedenti, con intere campagne acquisti smontate alla sessione estiva successiva se non durante quella invernale.
Uomo dalle grandi intuizioni (su tutti Strootman e Marquinos) ma anche artefice di numero “buste”, come si dice a Roma, che hanno oscurato il fascino dell’uomo con 5 telefoni, iperattivo dietro la sua cortina di fumo di sigaretta.
Se ne va senza titoli, buoni piazzamenti e un bilancio in risanamento (veramente?) secondo le ultime dichiarazioni della FIFA.
Lascia in eredità una squadra forte se la si paragona alla prima Roma targata Luis Enrique ma con ancora gli equivoci tattici e le lacune che hanno caratterizzato lasua gestione. La Roma è senza terzini titolari, per sfortuna o incompetenza e soprattutto non ha saputo avere il ricambio atteso dal suo vivaio. A ben guardare è proprio questa la colpa che la maggior parte dei tifosi gli imputa.
Solo Alessandro Florenzi, peraltro “ricomprato”dal Crotone, si può dire sia espressione del vivaio romanista, con tutta una serie di prestiti con diritti di riscatto che poi si sono manifestate in vendite.
Vedere tanti piccoli romani e romanisti crescere altrove è forse emozionalmente la ferita più difficile da chiudere.

Leggi anche:  Probabili formazioni Serie A - 10° Giornata

Fine delle scuse

E ora? Uscito l’ennesimo capro espiatorio la Società dovrà prendere una direzione seria e decisa, i giocatori non avranno la scusante del “tanto parto il prossimo anno” e Spalletti non avrà il nemico in casa in modo da attuare il suo credo di integrità e rispetto all’interno del gruppo.
Decisione presa, correttamente, durante una pausa della nazionale e quindi con tutto il tempo per metabolizzarla.

  •   
  •  
  •  
  •