Bologna, altro pari ma la strada è quella giusta

Pubblicato il autore: andrea nervuti Segui

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E siamo a quota 3. Tre pareggi nelle ultime tre partite (incredibilmente tutti per 1 a 1).

A Roma con la Lazio, i rossoblù furono raggiunti al 96esimo dall’inesistente rigore fischiato in favore dei biancocelesti. Un pareggio che certamente fece indispettire per la dinamica con cui maturò, ma che al netto delle occasioni create (si, ma poi bisognerebbe finalizzarle!) dai ragazzi di Simone Inzaghi pareva più che giusto.

Al “Dall’Ara” contro il Sassuolo invece, fu tutt’altra storia. La banda di Donadoni dominò in lungo e in largo il primo tempo. Dopo il solito eurogol di Simone Verdi, la squadra si procacciò altre due ghiottissime occasioni per metter al sicuro il risultato, ma prima con Torosidis (traversa piena a due passi da Consigli sdraiato per terra) e poi con Krejci (clamoroso errore sempre a tu per tu con il portiere nero verde) non riuscì a decapitare il toro ferito. Ovviamente, per la vecchia legge non scritta del famoso “gol sbagliato gol subito”, fu “mitra” Matri a riequilibrare lo score quando la clessidra stava ormai contando gli ultimi granelli di partita.

Beh, se la divisione della posta capitolina tutto sommato poteva venir vista come un buon risultato, questa nel derby della via Emilia rappresentava sicuramente un’occasione sprecata.

E veniamo a ieri sera. Al Bentegodi di Verona, il Bologna non va oltre l’ennesimo uno a uno, stavolta contro i clivensi guidati da Maran. Sotto gli occhi di tantissimi bolognesi giunti in veneto, ma soprattutto sotto a quelli del grande capo Joy Saputo (che a fine gara andrà personalmente ad applaudire il settore ospiti infischiandosene della pioggia), i felsinei passano ovviamente in vantaggio grazie all’insolita rete di Pulgar, salvo poi farsi rimontare (goffissimo autogol di Mbaye) e quasi superare (ottimo DaCosta in un paio di paratone) dall’arrembaggio finale dei gialloblu.

Premessa: il Chievo è una squadra rognosa, che non molla un centimetro. Gioca insieme da tanto tempo, sopperendo con organizzazione tattica e sacrificio ad un talento francamente invisibile.

Alla luce di quanto scritto sopra, considero questo un ottimo risultato. Insomma, quando non si può (o non si riesce) a vincere, bisogna saper non perdere.  Questo Bologna che vanta la media età fra le più basse d’Italia ed è puntualmente tartassato dalle assenze (quella di Mattia Destro su tutte), sta cominciando a ragionare da medio grande. Il confronto con la classifica dell’anno scorso è la prova tangibile del buon lavoro svolto dal club.  Nella passata stagione le iniziale dieci giornate fruttarono soltanto 6 punti per l’allora compagine guidata da Delio Rossi; quest’anno giriamo a quota 13 (con qualche rimpianto).

Anche il generalmente distaccato Donadoni appare rammaricato ma contemporaneamente soddisfatto nel post partita: “dispiace perché ci siamo un po’ fatti gol da soli. Questa era una partita dura, scorbutica e molto dispendiosa, ma i ragazzi hanno tenuto botta. Mi è piaciuto l’atteggiamento collettivo, compreso quello dei ragazzi che fin qui avevano giocato meno. Certo, sarei stato più contento venendo via coi tre punti: ma sono convinto che contro questo Chievo quest’anno saranno poche le squadre a tornare a casa con una vittoria”.

Sabato pomeriggio arriverà la Fiorentina per il solitamente infuocato derby dell’Appennino: sarà una battaglia, ma anche l’ennesimo esame nel percorso di maturità rossoblù.

 

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