Torino Lazio: Ciro Immobile e la sfida al passato

Pubblicato il autore: Gianpiero Farina Segui

Domenica l’attaccante biancoceleste tornerà in quello che è stato il suo stadio

Ciro Immobile tornerà a Torino da avversario
Cinque gol in otto partite con la maglia della Lazio e tre in due con quella della Nazionale italiana. Basterebbero e avanzerebbero questi numeri per spiegare il ritorno ad alti livelli di Ciro Immobile. L’attaccante di Torre Annunziata si è ripreso la scena facendo ciò per cui nato, ossia gonfiare la rete. A volte, sembra bastare davvero poco per ritrovare sé stessi. Le esperienze negative al Borussia Dortmund e al Siviglia sembrano già essere finite nel dimenticatoio. Perché tutto passa se si ha carattere, tenacia, grinta, determinazione e fame. Ora c’è la Capitale e quella maglia biancoceleste da onorare. E lui sembra essersi perfettamente ambientato, sia umanamente (vedere il profilo Instagram per credere) che professionalmente, in questa nuova realtà. Ma domenica ci sarà una sorta di tuffo e di ritorno nel passato. Quello bello. Quello che ha suscitato grandi emozioni e fatto palpitare i cuori, soprattutto quelli di colore granata. Ed ecco che Torino-Lazio diventa inevitabilmente la partita del ritorno di Ciro Immobile davanti ai suoi vecchi tifosi.È stato amato, osannato, idolatrato, ma poi anche contestato al momento della mancata conferma e permanenza la scorsa estate. Ma, si sa, i grandi amori hanno sempre degli attimi di turbolenza, di litigio e possono anche finire nel peggiore dei modi. Perché, per quanto qualcuno possa storcere il naso e non essere affatto d’accordo, quello tra la punta e il Toro è stato un rapporto profondo, sincero e vero. Essere capocannoniere in Serie A 40 anni dopo un certo Ciccio Graziani non è per nulla cosa da poco. Stiamo parlando di un qualcosa che non si può dimenticare dall’oggi al domani. Ciro Immobile ha sempre onorato e rispettato la maglia granata. Mai nessuna parola fuori posto, mai nessuna offesa, mai nessuna promessa non mantenuta. Solo gol. Tanti gol. Reti che sono valse un ritorno in Europa vissuto come una sorta di sogno a occhi aperti. Il suo maestro Ventura l’ha rivoluto nella passata stagione. Del legame con l’attuale tecnico della Nazionale si è parlato e riparlato fin troppo volte. In molti sono sicuri che i saluti dei due siano come dipendenti l’uno dall’altro. Forse è così. O forse no. Chi può saperlo. L’unica certezza è che quella di domenica non sarà per qualcuno una partita come tutte le altre. Sentire quel nome riecheggiare allo stadio Olimpico avrà comunque un significato e un sapore particolare. Anche se sarà nella squadra avversaria. Probabilmente ci sarà qualche fischio e qualche mugugno, ma la storia non può essere cambiata, rimossa e cancellata da quest’ultimi. E, senza alcun dubbio, Ciro Immobile nella storia della Torino granata ci entrato prepotentemente e di diritto. L’ha fatto a modo suo, come è ovvio e normale che sia. E, quasi sicuramente, anche chi fischierà e mugugnerà lo sa. Perché si possono prendere strade diverse, ma la memoria è un qualcosa che va sempre e comunque custodito in un calcio che, a volte, tende a cancellare troppo spesso i ricordi più belli.

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