Crisi Inter, De Boer figlio di una cattiva gestione societaria. Mancini aveva intuito tutto?

Pubblicato il autore: Giancarlo Fusco Segui

Crisi Inter, De Boer non sta raccogliendo i frutti auspicati al suo arrivo a Milano. La squadra pecca sia nel gioco che nei risulati. Intanto mercoledì arriva il Torino

Inter

Crisi Inter, De Boer è solo

Ciò che si pensava da tempo, partita dopo partita è diventato un dato di fatto, l’Inter è in crisi. I nerazzurri vengono da tre sconfitte consecutive in campionato contro Roma, Cagliari in casa e Atalanta ma anche la vittoria di giovedì in Europa League non ha lanciato segnali positivi con la squadra che non ha mostrato alcun segnale di miglioramento sotto il profilo del gioco e con De Boer in difficoltà anche nella gestione del gruppo.
Il Suning ha poco tempo per decidere il da farsi anche se la posizione dell’attuale tecnico inizia seriamente a scricchiolare.

Crisi Inter, De Boer paga lo scotto che Mancini aveva intuito già ad agosto

Tempi duri per Frank De Boer con l’Inter in crisi, con i giocatori che non riescono a seguire i suoi dettami tattici ma soprattutto con la situazione che rischia di degenerare ulteriormente. L’allenatore nerazzurro non ha alcuna intenzione di abbandonare il timone ma bisogna dare un segnale importante affinché ciò non accada perché da qui a domenica l’Inter dovrà giocare prima contro il Torino e poi dovrà andare a Genova dove ad attenderla ci sarà la Sampdoria.
L’attuale momento dell’Inter, però, non è frutto del caso e probabilmente i primi sentori che qualcosa potesse andare storto li ha avuti anche Roberto Mancini il quale non riuscendo a comunicare con l’attuale società si è sentito poco tutelato e da lì sono sorti i primi problemi che hanno poi portato al suo esonero.
Crisi Inter irrisolvibile dunque? Affatto, o almeno così sperano i tifosi nerazzurri perché la rosa c’è e sicuramente non è da bassa classifica, anzi; sta dunque a De Boer, sempre se ne avrà ancora occasione, far quadrare la situazione magari facendo qualche passo indietro sulle scelte prese fin’ora perché c’è da considerare che probabilmente Banega e Joao Mario sono due centrocampisti che, giocando insieme sarebbero poco inclini con l’attuale modulo perché non va dimenticato che l’argentino al Siviglia giocava di poco più dietro alle punte, mentre ora sta adattando il suo stile di gioco alle esigenze dell’allenatore nerazzurro.
Tuttavia la rosa non è il vero problema dell’Inter, c’è bisogno però del sostegno e della presenza tanto di Ausilio quanto di Zanetti in questo momento così delicato perché solo se tutti remano nella stessa direzione si può uscire dalla crisi, altrimenti il buio resta profondo.

 

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